Toc toc,bussano alla porta,apro gli occhi,
non che stessi dormendo,
ma ritorno alla realtà.
Toc toc,bussano alla porta,
non ho voglia di alzarmi,
di vedere chi è,
non aspettavo nessuno.
Toc toc,bussano alla porta,
anche le mie ombre,
seguaci del mio io,
mi trattengono dall'alzarmi.
Toc toc,bussano alla porta,sarà un creditore,
un amico inatteso,
forse sarà solo un gioco del vento.
Toc toc,bussano alla porta,un tempo sarei corso ad aprirla,
magari sarà lei,
in un viaggio dal passato.

Toc toc,bussano alla porta,
un fievole fascio di luce entra nei miei pensieri
rientro nella luce,
ne vengo abbagliato
Mi fastidia ogni cosa,
anche il semplice alzarmi,
l'interrompere il mio colloquio con gli spettri,
il rompere questo armonioso silenzio.
Eppure mi alzo,
lentamente mi avvicino alla porta,
la apro secco,
nessuno al di là,unoscherzo del vento.

Toc toc,bussano alla porta,
ora indispettito la spalanco,
massa di ammasso,
di copie di copie.
Paesaggio deserto,
voci mute,
sorrisi stampati,
su una ruvida tela di chiazze monocromatiche.
Torno a sedere
sbattendo la porta,
brindo con l'ombra sempre presente e pressante,
me stesso.
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