venerdì 19 settembre 2014
.... chiacchere inutili
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mercoledì 17 settembre 2014
promessa
“Voglio te, nessun altro. Mandami via se pensi che ti faccia felice, ma me lo devi giurare guardandomi negli occhi che è quello che vuoi. Se non lo fai io resterò, ti aspetterò fino a che potrò farlo. Tu hai fatto uscire la parte migliore di me, quella troppo buona, quella che mette prima gli altri e poi se stessa. Adesso mi amo un po’ di più anche io. Il prezzo da pagare sono momenti no, lacrime che scendono senza motivo, occhi spenti, ma se la ricompensa per aver lottato tanto a lungo sei tu, allora ne sarà valsa la pena. Il tuo profumo è ovunque, lo sento anche quando non ci sei e mi ritrovo, per strada, a correre dietro a persone che lo indossano solo per sentirlo ancora. Sei in ogni cosa che faccio e quando non succede c’è comunque qualcosa nel mondo che mi ricorda di te. Io non so se sia la verità che effettivamente esista qualcosa che guida le nostre azioni. So solo che nei momenti più impensati sento la nostra canzone o qualcuno pronuncia il tuo soprannome o c’è un cartello pubblicitario col tuo cognome. Non so se la nostra vita è già scritta, ma so che se ci siamo incontrati c’è un motivo e se succedono delle cose è perché doveva essere così. Non sono fatalista, ma se scegliamo in un determinato modo è perché lo vogliamo. I nostri impulsi ci portano dove vorremmo andare, dove ci sono i nostri desideri più puri e veri. È il cervello che pone i limiti. La felicità sta dietro la barriera delle nostre paure. E la felicità adesso, per me, sei tu. Ti ho detto tutto quello che sento, che provo e anche se non servirà per farmi amare io comunque quel muro l’ho scalato e sono in cima. Potrei ricadere indietro, ma lo farei sapendo che io in alto ci sono arrivato. Tuttavia so che prima o poi arriverò dall’altra parte e mi godrò il tuo panorama. È una promessa.”
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martedì 16 settembre 2014
amore
Finisce quando non ce n’è più, quando ce n’è troppo, quando in realtà non c’è mai stato. Un amore finisce perché qualcosa si consuma: allora non bisogna usarlo, forse, l’amore. Ma finisce pure quando non si consuma per niente e, anzi tutto rimane come il primo giorno. Così perfetto che pare finto. E allora forse almeno un po’ bisognerebbe usarlo, l’amore. E se poi finisce perché mentre lo usi ti cade per terra e si rompe? Anche quello può capitare. Così come che lo lanci in aria, per giocare e quello però non ti torna più indietro: può capitare. O magari finisce perché te lo scordi da qualche parte, perché lo vuoi tenere sempre chiuso in tasca per non perderlo, ma così marcisce, va a male. Finisce perché andavi di fretta, finisce perché rimani indietro, finisce perché vuole finire, perché deve finire.
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Amico mio
Mi ha fatto molto piacere la sua telefonata e la prima cosa che mi ha
chiesto è stata: “Come stai?” Non so perché gli ho risposto: “Mi sento
molto solo”
“Vuoi che parliamo?” Mi disse.
Gli ho risposto di si, e mi ha subito detto: “Vuoi che venga a casa tua?”
Io ho risposto di si. Depose la cornetta del telefono e in me…no di 15
minuti, lui stava già bussando alla mia porta. E così io gli ho parlato
per molte ore di tutto, del mio lavoro, della mia famiglia, della mia
fidanzata, dei miei dubbi e lui sempre attento mi ascoltava.
E così si è fatto giorno, mi sentivo rilassato mentalmente, mi ha fatto
bene la sua compagnia, soprattutto il suo ascolto, mi sono sentito
sostenuto e mi ha fatto vedere i miei sbagli. Mi sentivo molto bene e
quando lui si è accorto che mi sentivo meglio, mi ha detto: “Bene, ora
me ne vado, perché devo andare al lavoro” Io mi sono sorpreso e gli ho
detto: “Perché non mi hai avvisato che dovevi andare al lavoro? Guarda
che ora è, non hai dormito niente, ti ho tolto tutto il tempo questa
notte” Lui ha sorriso e mi disse: “Non c’è problema, per questo ci sono
gli amici!” Mi sono sentito molto felice e orgoglioso di avere un amico
così.
L’ho accompagnato alla porta di casa e mentre lui camminava verso l’auto
gli ho gridato da lontano: “Ora è tutto a posto, ma perché mi hai
telefonato ieri sera così tardi?” Lui ritornò verso di me e mi disse a
voce bassa che desiderava darmi una notizia, ed io gli ho chiesto:
“Cos’è successo?” Mi rispose: “Sono andato dal dottore che mi ha detto
di essere molto malato” Io rimasi muto …. ma lui mi sorrise e mi disse: “
Ne riparleremo, ti auguro una bella giornata”
Si è girato e se ne è andato. Mi è servito un po’ di tempo per rendermi
conto della situazione e mi sono chiesto più volte: perché quando lui mi
ha chiesto come stavo, io mi sono dimenticato di lui ed ho solo parlato
di me? Come ha avuto la forza di sorridermi, di incoraggiarmi, di dirmi
tutto quello che mi ha detto, stando in quella situazione? Questo è
incredibile!
…. Da quel momento la mia vita è cambiata.
Ora sono meno drammatico con i miei problemi e godo di più per le cose
belle della vita. Adesso dedico il giusto tempo alle persone a cui
voglio bene …. Auguro loro che abbiano una bella giornata e ricordino
che: “ Colui che non vive per servire … non serve per vivere …”
La vita è come una scala, se tu guardi in alto, sarai sempre l’ultimo
della fila, ma se tu guardi in basso, vedrai che ci sono molte persone
che desidererebbero essere al tuo posto
Pubblicato da Unknown alle 15:57 0 commenti
venerdì 12 settembre 2014
speranza
Amandoti, pelle contro pelle, ho pensato spesso
Di viaggiare senza un soldo fino a qualche trono di fango
Dove un maestro possa insegnarmi come condurre
La mia vita lontano dal dolore, per il solo amore
Nell'abbraccio indolore di pietra e lago.
Smarrito nella distesa dei tuoi capelli non sono mai stato smarrito
Abbastanza da smarrire la strada che dovevo percorrere;
Senza fiato accanto al tuo corpo non ho potuto rispettare
La volontà che mi proibisce patti, voti
0 promesse, e spesso mentre dormivi
Ho scrutato con sacro terrore la tua bellezza.
Adesso
So perché molti uomini si sono fermati a piangere
A metà strada tra gli amori che lasciano e cercano
E si sono chiesti se il viaggio li conduca da qualche parte
Gli orizzonti assumono la morbida linea della tua guancia,
Il cielo ventoso è una cornice per i tuoi capelli.
Pubblicato da Unknown alle 18:16 0 commenti
Troppa luce
Io non lo so chi sono
mi dispiace
ho paura
ho paura
guardarmi allo specchio
per scoprire
per scoprirmi
ho paura
mi fai paura
vorrei capovolgere
di nuovo tutto
sento di dover correre
lontano
perché
vorrei cancellare
il passato
ti amo
ti amo
ma devo andare
perché
perché
solitudine
gocce di lacrime
camuffate dietro ad un trucco perfetto
sento un vuoto
nonostante il tuo amore
non importa la gente che mi circonda
le parole
le parole
sento che la vita che ho vissuto
mi ha fatto perdere il fiato
però tu
tu
sei arrivata
ed hai stravolto la mia vita
quasi mi svegliassi da una morte apparente
e mi fai vivere
emozioni
momenti
unici
tu
senza saperlo
mi hai dato luce
non sai nemmeno quanto un tuo sorriso possa
aprire il mio cuore
ed io
ho paura
perché tutto questo
è troppo
troppo
troppo per me
che abituato alla merda
della vita
non pensava possibile
solo nel sogno
solo immaginando vite ipotetiche
astratte
come un quadro di picasso
ed ora
invece sto vivendo
qualcosa di troppo grande
ti amo
Pubblicato da Unknown alle 18:13 0 commenti
martedì 9 settembre 2014
scivolando
Sfrutto questo attimo , mentre Passeggero e' impegnato a sporcare i blog altrui e sembra apparentemente distratto.
Pubblicato da Unknown alle 01:28 0 commenti
amore
E tu, che mi scagliavi addosso parole come coltelli, centrandomi
lì, nei punti più fragili: tre dita appena sotto l'ombelico e cinque
sotto lo sterno.
E io, che mi piegavo sui miei perché senza radici e mi chiudevo a pugno, con quel dolore che saliva alle tempie come il rosso che si raccoglie sulle nocche e svetta sul bianco della pelle.
E tu, che ti voltavi e dicevi che non era stato niente, solo un momento, una cosa così, senza importanza.
Sfoggiando di nuovo quel tuo sorriso così innocente.
E io, che proprio non capivo cosa fosse stato, se davvero solo un momento oppure un nuovo Inferno.
Non avrei saputo dire dove poggiassero i piedi esattamente; cosa
sentissi dentro, sotto i graffi e la carne; per quali strade, gorghi,
grovigli infiniti io mi perdessi, ogni volta, inesorabilmente.
Desideravo solo dissolvermi per non sentire più il male che sa far l'amore quando passa al vaglio.
Ché quando il dolore si fa troppo grande, allora l'amore diventa qualcosa che fa spavento.
Come quando, bambino, vedevo la notte tutta contrarsi ai piedi del mio
letto, svettare fin quasi al soffitto e restarsene lì, immobile come un
tormento.
E ancora tu, che mi colpivi col candore dello scorpione.
E io, che pure ti lasciavo fare senza mai imparare: persino chiudendo le braccia, ti lasciavo sempre un nervo scoperto.
E tu, che oggi continui a soffiarmi contro, non sai delle devastazioni che ancora mi infliggi dentro.
E io, che vorrei fuggire ma l'amore m'incolla alla tua terra e ho
radici così profonde, che tutto quel che mi resta da gestire è appena un
fragile tronco: contro natura, persino controvento, per conquistarmi la
giusta distanza da quell'orgoglio che nutre le tue convinzioni
sbagliate e brucia la mia corteccia come un demonio.
E tu, che non volevi. Dici.
E io, che non credevo. Temo.
E noi, che siamo ancora qui a far la guerra sotto la maledizione di questo strano amore che non può né sa finire.
Forse non son degno della tua follia.
Forse non son degno di esserti figlio.
Ma tu, dimmi una parola.
Una sola. Che ancora non conosco.
Ti prego, dì soltanto una parola.
E io sarò salvato.
Pubblicato da Unknown alle 01:23 0 commenti
martedì 2 settembre 2014
Come adesso
Ora è il momento più bello, non buttarlo via. Ora non hai più paura anche se al buio, anche se da solo. Hai visto qualcosa che ti ha cambiato per sempre: adesso corri per raggiungerlo. Il mondo è un posto meraviglioso e tu hai deciso di non scordarlo; sono viaggi nel tempo e il domani non arriva mai. E’ come l’inverno, come la luce attraverso i vetri, attraverso i giorni che restano per sempre nella memoria, nell’aria. Le persone, non le persone che sfiorano la tua vita come tu la loro, che non rivedrai, che vedi ogni giorno, che passano come il vento, come adesso, come ora.
Pubblicato da Unknown alle 04:28 0 commenti
lunedì 1 settembre 2014
Discussione irreale
Passeggero:psssssst! Nero eddai sveglia è un po che dormi.
Oscuro:O.o
Passeggero: su su dai svegliati. Che cavolo fai li? Non ti si vede più in giro ,ti sei isolato dal mondo.
Oscuro:o.O guarda che sei stato tu a ficcarmi dove sono, bastardo!
Passeggero:ecco sei il solito pignolo, come se le colpe fossero tutte le mie, io che sono così dannatamente innocente.
Passeggero: lasciami in pace, alla fine mi hai fatto un piacere, sto bene qua.
Oscuro: eddai apri gli occhi, mica ho setto che ti faccio uscire da li eh,povero illuso e ingrato, però ti devo fare vedere una cosa.NERO: ok , ma fai presto e lasciami stare dopo.
Oscuro: come se tu potessi decidere di quello che faccio io e quello che faccio a te.Comunque pare,dico pare che non siamo solo in due.Sembra che la somma di me vivo e tu morto abbia creato un ulteriore io , me , te ,noi .

C'e chi dice Michelangelo, in effetti lo scalpello lo usa bene.
Passeggero: sicuramente sarai in grado di distruggere anche lui, già me lo immagino.
Oscuro: non è colpa mia se alzate la testa e approffittate del mio meglio da fare per prendere posizioni ,che non vi competono. Soprattutto tu sei stato incapace di gestire la situazione, con la tua assurda capacità di creare alibi a chi ha colpe .
Passeggero: si si la so già a memoria la predica e so anche hai ragione,quindi risparmiami un ulteriore schiaffo morale.
Passeggero:mmmm.Vabbeh, volevo solo renderti partecipe della presenza di un nuovo artista in famiglia.Michelangelo. E visto che ti piace rimanere li , non vedo perke spostarti o farti uscire.
Passeggero : tu mi ci hai messo!
Oscuro: ecco che reinizia ,puntiglioso come pochi eh, sempre a rinfacciare quando uno fa del bene . Ok rimani li.Ti saluto Nero e buona vita eh
Passeggero: vaffanculo Oscuro!
Ecco quello che succede ad allungare la mano ad un fratello, poi non vieni apprezzato e che si aspettava che gli chiedessi scusa?Naaaaa
Bene non chiedetemi di cosa sto parlando percke sono cazzi miei, cmq anche se non gliel'ho detto se no si montava la testa, lui c'e' sempre, ci sono sempre un sacco di riflessi nel nero.
Non posso certo lasciare decadere la sua sensibilità , ne intingo i pennelli, come sfrutterò la risata di Michelangelo per abbellire il mio ghigno.
Pubblicato da Unknown alle 04:49 0 commenti
Come siamo
Spesso si nasconde il proprio capo sotto la sabbia,per non vedere,
per non sentire,sperando che gli altri non ci vedano,
ci lascino stare,scivolando su temi che portano lo spazio lontano da noi,
tralasciando quei momenti che fanno da telaio alla nostra vita,
dandola per scontata,per gia' saputa o semplicemente rinnegata.
Si celano i propri bisogni dentro silenziosi pianti,
con la vana speranza che vengano ascoltati,dietro maschere fasulle
che vestiamo,come pesanti ceroni dina scena che ci convinciamo,...gia' vista.
Il tempo non ha pause,marcia scandendo ogni passo,
anche quando stiamo fermi e tutto sembra immobile,
quando una goccia di sudore rimbomba contro pareti fantasma
e vediamo un cappio sospeso nel centro di una stanza
e pensiamo che sia per noi,perche' il rimorso annega l'incosciente voglia
di vivere o meglio il bisogno.
Dentro queste botti c'e' il lavoro costante nel tempo,
che non dimentica nulla,non lo nasconde,
lo esalta e il vino che riposa negli anni prende corpo dalla esperienza ,
niente e' tralasciato e la crescita ne determina il sapore,
il sentore,il profumo,che invade questa immensa cantina,
persistente,intenso,ti penetra dentro.
Pare indifferente a cio' che accade ,alle variazioni del clima,
all'alternare di cambiamenti e quando riempie il bicchiere
e' denso,pieno di vita e l'aroma che lascia riempie la bocca.
E' questo che amo,la sua trasparenza,il non nascondere nulla,
la semplicita', che si appoggia sulle labbra ,
che riflette negli occhi.Nulla e' difficile,quando la comprensione
viaggia con la condivisione di ogni momento,
quello presente che cresce e quello passato,
che ha reso la nostra"struttura" cosi come siamo.
Pubblicato da Unknown alle 04:37 0 commenti
il buio
Amo il buio,
amo il nero,
quante volte mi sono calato nella mia dark room,
oscurando tutto cio' che mi stava intorno,
oscurando me stesso.
Nel mio inferno non c'e' posto per il nero opaco,
solo riflessi su di un nero lucente.
Non ho mai messo tende alle mie finestre,
sempre aperte in ogni stagione.
Sorrido ancora a vedere i volti nascosti,
che ti osservano increduli,
a volte ammirandoti,
altre guardando avanti,
cercando un qualcosa sul suolo in cui potrei inciamparmi.
A che scopo?
Tanto mi rialzo.
E' vero,
ho passato molto tempo lontano dal mondo,
seduto sui tetti a osservare cio' che accadeva in basso,
accompagnato dal suono dei grilli,
nella notte,
quando la maggioranza della vita stava dormendo
e i pensieri erano liberi di vagare indisturbati.
Ho riflesso tutto cio',
che navigava nella mia mente,
su questo schermo,
con i miei passi ,
che marcavano orme anche se stavo seduto,
incapace di fermarmi,
goloso di conoscere,
di crescere ancora,
di sfidare il tempo,
di sfidare il senso.
Unico mio rifugio,
dove mi rigeneravo,
era il mio bosco.
Dove ogni me si confrontava,
dove la ragione sfidava l'istinto.
Poi ho imparato.
Il lungo tempo,
che il mio passeggero ha passato quasi inerme sotto la cascata,
ha fatto si che,
ora so....
...dovunque io sia...
il mio bosco e' con me.
Non abbandono le mie finestre,
non tralascio i tetti,
non mi svesto di nero,
e' la mia pelle,
e' la mia anima,
non abbandono il passo,
finalmente,
il vento non soffia solo.
Pubblicato da Unknown alle 04:32 0 commenti
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