E tu, che mi scagliavi addosso parole come coltelli, centrandomi
lì, nei punti più fragili: tre dita appena sotto l'ombelico e cinque
sotto lo sterno.
E io, che mi piegavo sui miei perché senza radici e mi chiudevo a pugno, con quel dolore che saliva alle tempie come il rosso che si raccoglie sulle nocche e svetta sul bianco della pelle.
E tu, che ti voltavi e dicevi che non era stato niente, solo un momento, una cosa così, senza importanza.
Sfoggiando di nuovo quel tuo sorriso così innocente.
E io, che proprio non capivo cosa fosse stato, se davvero solo un momento oppure un nuovo Inferno.
Non avrei saputo dire dove poggiassero i piedi esattamente; cosa
sentissi dentro, sotto i graffi e la carne; per quali strade, gorghi,
grovigli infiniti io mi perdessi, ogni volta, inesorabilmente.
Desideravo solo dissolvermi per non sentire più il male che sa far l'amore quando passa al vaglio.
Ché quando il dolore si fa troppo grande, allora l'amore diventa qualcosa che fa spavento.
Come quando, bambino, vedevo la notte tutta contrarsi ai piedi del mio
letto, svettare fin quasi al soffitto e restarsene lì, immobile come un
tormento.
E ancora tu, che mi colpivi col candore dello scorpione.
E io, che pure ti lasciavo fare senza mai imparare: persino chiudendo le braccia, ti lasciavo sempre un nervo scoperto.
E tu, che oggi continui a soffiarmi contro, non sai delle devastazioni che ancora mi infliggi dentro.
E io, che vorrei fuggire ma l'amore m'incolla alla tua terra e ho
radici così profonde, che tutto quel che mi resta da gestire è appena un
fragile tronco: contro natura, persino controvento, per conquistarmi la
giusta distanza da quell'orgoglio che nutre le tue convinzioni
sbagliate e brucia la mia corteccia come un demonio.
E tu, che non volevi. Dici.
E io, che non credevo. Temo.
E noi, che siamo ancora qui a far la guerra sotto la maledizione di questo strano amore che non può né sa finire.
Forse non son degno della tua follia.
Forse non son degno di esserti figlio.
Ma tu, dimmi una parola.
Una sola. Che ancora non conosco.
Ti prego, dì soltanto una parola.
E io sarò salvato.
martedì 9 settembre 2014
amore
Pubblicato da Unknown alle 01:23
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
0 commenti:
Posta un commento