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domenica 24 agosto 2014

Vita

Fuggono tutti come un alito di vento. Delle persone rimangono solo ricordi e il mio carattere ha deciso di dare una ripulita alla mia testa. Ora ricordo solo le cose belle di ogni persona e tante volte non capisco come abbiamo fatto a perderci. Non riesco a portare rancore che cosa ci posso fare? Forse serve per non soffrire ulteriormente. Già sono tanto fredde queste giornate senza qualcuno con cui parlare ... già parlare, ma non di qualsiasi cosa, ma di quello che ti passa per la testa, di quello che per te è importante.
Avrei sempre sperato di poter prendere un caffè o un aperitivo con qualcuno e di poter parlare della mia vita, di quello che mi aspetto, delle sorprese che mi sorprendono...
Avevo trovato una "mente" appassionante. Ma poi ci siamo convolti troppo e rischiavamo di bruciare le persone che avevamo intorno per continuare ad avere solamente il feeling mentale che avevamo scoperto.
E allora ci siamo lasciati con un sorriso. Ogni tanto ci si sente, ci si aiuta nei problemi che la vita riserva e ci saluta come se l'indomani ci si dovesse vedere.
Questo riscalda il cuore temporaneamente. E' una gioia emena che ti accompagna per un pò di giorni e poi, come un anelito di vento lascia spazio alla solitudine che ricomincia a sussurrarti nelle orecchie ...
E allora si cerca riparo nel lavoro, nello stare sempre impegnati per non pensare e per non lasciarsi sopraffare dal desiderio di sperare in un futuro diverso, di avere delle aspettative o di comunicare i tuoi desideri o le tue sensazioni.
Tante volte ripenso a quelle persone che per una "passione" di una sera mettono a repentaglio rapporti di lungo tempo. Certo la monotonia non è bella, ma certamente da sicurezza. Per lo meno a me. Potermi fidare della persona che mi sta accanto, poter contare sull'appoggio costante di qualcuno rende la mia vita serena e ... un pò monotona.Ma a tutto bisogna un pò rinunciare.

lunedì 18 agosto 2014

Silenzio

Hanno detto di me....
tutto ció che sono adesso, 
anche se ancora pensano di conoscermi,...
ma i miei silenzi hanno un linguaggio che pochi capiscono e soprattutto accettano.


P-Mi piacerebbe avere tanta memoria per tornare al punto dove mi trovo adesso e capire che scelta adottai per seguire.




Io-Mi piacerebbe avere tanta memoria per tornare al punto dove mi trovo adesso e confermare che il mio presente non ha un passato da dimenticare , se non una continua progressione del mio peggiorare.

E questo lo adoro.
Dopo l'irriverente ascesa dell'inferno al paradiso non rimane molto da dire,le cose al finale non cambiano.Si era creata una immagine , un sito laggiú in fondo, dove nascondere i propri peccati,le proprie mancanze,come se fosse possibile estraniarle, allontanarle da noi stessi, facendo finta che in casa non c'e nessuno quando bussano alla porta.

sabato 16 agosto 2014

io e te

Allargo le braccia,
nel tempo,
nello spazio,
per accoglierti
e lasciarti sprofondare nel mio petto.
Ascolto il tuo silenzio,
come una goccia che cade nella neve,
scomparendo nel foro che la porta al suolo.
Impossibile pensare che la mia anima non tremi
al tremare della tua,
attenti a coglierne ogni riflesso,
ogni mutamento,
ogni piccolo dettaglio
Quando tu sei giù e gli altri contano
Quando tutti i tuoi segreti sono svelati
Quando le tue preoccupazioni sono in salita
Quando il progetto che hai ti porta a dubitare
Quando non ci sono informazioni
E la bussola indica nessun luogo che conosci bene
Lascia che la tua anima sia la tua guida 

Lascia che la tua anima ti guidi, ti guiderà beneTi tengo stretta a me
sentendoti respirare,
vegliando il tuo sonno,
che ti allontana da queste false luci,
da questi stupidi bagliori,
dall'odore di brodi marci strabolliti,
dall'insignificante mercè del dovuto.
E le mie dita passano come velluto tra i tuoi capelli,
raccogliendo dal tuo corpo le schegge di vetro,
che i frantumi della vita
hanno sparso,
rendendoti tagliente,
irriverente,
facendoti credere insignificante,
ributtante.
Quando i medici non sono sufficienti a guarirti
Quando nessuna medicina può farti stare bene
Quando nessun consiglio ti porta conforto
Quando non ci sono più bugie che possano dirti
Non altre informazioni inutili
E la bussola ruota tra il paradiso e l'inferno
Lascia che la tua anima ti guidi, ti guiderà bene
Con la tua anima che hai posto tra le mie mani,
coglierò le gocce della tua essenza,
per mostrarti quello a cui ancora fatichi a credere,
perchè non ti hanno mai fatto pensare di averla.
La tengo stretta dolcemente come un cristallo,
fermo nella promessa di essere l'unico a poterla frantumare.
A te che hai filtrato i colori che già mi appartenevano,
in un riflesso di arcobaleno.
A te che avevi celato quel mondo sconosciuto
che si chiama Amore.
E i tuoi occhi si voltano verso il vetro della finestra
Alla luce sul colle
La distanza sembra così strana per te ora
E la stanza buia sembra così immobile
Lascia che le tue pene siano i miei disp
iaceri
Lascia che le tue lacrime siano anche le mie 

Lascia che il tuo coraggio sia il mio modello
Che il Nord che tu senti sia la cosa giusta
Quando non ci sono più informazioni utili 

E la bussola indica nessun luogo che conosci bene
Lascia che la tua anima sia la tua guida 

Lascia che la tua anima ti guidi sulla tua strada

numero perfetto

Inesorabile lo scandire del tempo tra i passi della natura che imperversa il suo moto.
Come nel mio bosco che vede scorrere le stagioni
abbracciando le anime di chi non c'è più,cullandole nel volo cadente delle foglie,nello spuntare delle gemme su un ramo,nel dolce suono dello sbattere di ali di farfalle e nell'esplosione di colore di petali che chinano il loro capo quasi in devozione alla luna,che li fa impallidire.


Ci sono fili che legano nel tempo le anime,
fili invisibili e allo stesso tempo forti,
temprati,
che danzano nell'aria scossati dal vento.
A volte come un nocchiero tira le redini del suo destriero,
qualcosa ci richiama,
uno spiraglio di ombra nel buio,
un suono che sembra un'aria del passato,
strumenti che vibrano,
pizzicati dalle dita dalle dita del tempo.


E posati sul battito di ali,
quelli che sembravano sogni vengono ritrovati nel presente,
accorgendoci che teniamo gli occhi aperti.
E la mente si tuffa nel remoto
a cercare quel l'istante in cui ci avevano diviso,
per ritrovarsi Adesso e pensare che ci conosciamo da sempre.

E le mani corrono sul corpo,
incrociando le tue ,
che affondano gli artigli nella mia carne,
mentre il tuo collo si stringe in una banda di cuoio
e la tesa del cappello si alza,
tremando ai tuoi gemiti che non son di paura,
mentre la pelle traduce quelle sensazioni,
che solo la carne può tramandare,
in quelle parole fatte di odori,
del tuo sapore che cola sulle mie labbra,
come una goccia di assenzio conservata nel tempo.


Il numero perfetto è l'uno,
ma è molto meglio se nell'uno ci sta il due.

Alt tensione

La timida voce che mi viene parlando di cose troppo serie, è un semplice meccanismo involontariamente studiato, messo in atto per indurmi in tentazione.


Lasciare un luogo conosciuto per recarsi in un luogo sconosciuto è andare, vadere. Il contrario invece è ritornare. Davvero, però, non riesco ad adottare una decisione stabile e vincolante se la mia sia stata un'andata o un ritorno. Azzeccherei un garbuglio in entrambi i sensi. Poco importa: incamererò aria e mi dissolverò e disperderò nell'ambiente. Come tutti. Evviva.

martedì 12 agosto 2014

e colpa tua


In questa sopravalutazione del significato di parole obsolete,le sensazioni graffiano il silenzio e nell'evidente consapevolezza della complessità di ciò che si sente di ciò che si prova, spesso si stoppano in gola , vibrando tra note musicali di canzoni a forma di lacrima stampata sul rigo del sorriso.
Detto questo si distribuiscono le colpe che, per qualche ipotetico assurdo motivo, vengono accettate con piacere e nella diversità di quello che è il vivere delle proprie esperienze e il reazionare ad esse, si ritrovano essenze che si incastrano e appiccicano naturalmente.
Certo là dove c'è una stronza ,c'è un bastardo e una buona dose  di paraculismo intride il tutto, scaricando sull'altro quello che non si vuole ammettere , appunto in senso di colpa .

Cosicchè la cocciutaggine porta a non ammettere che al di là di quella crosta di catrame nera spessa, che cmq e' ciò che molti continuano a vedere,è riuscita a filtare la luce, sarà che la meticolosa e calcolata pulizia dettata dal volere, che con una pazienza quasi certosina, ha raccolto a suon di cavatappi tutte quelle macerie disseminate nel percorso.Si ho detto macerie, perchè io non spelo.
E questa è già una tua colpa , a cui aggiungiamo anche che spesso basterebbe che parlasse uno solo, dato che si comunicano gli stessi pensieri , le stesse sensazioni,nello stesso momento.
Come questo abbassarsi di scudi e di croste , essenziale e naturale compresione,che nella follia trasforma il sorriso in risata.
Quindi e' colpa tua se la luce ha riflesso sul nero e ora mi affaccio alla porta perchè ho fame . 


E non pretenderai di distribuire a me colpe , che chiaramente non ho, ma sono le tue, se spersa in mezzo a statuine del banale, guardi l'orologio perchè ormai è ora.Certamente neanche io lo ammetterei , ma fa parte di questa danza di emozioni, sui passi delle sensazioni.
E di chi è colpa di questo anacronistico "a presto" che è diventato "adesso"?
O dei silenzi emotivi che si aggrappano coi denti e con le unghie per conficcare nella pelle quello che si vorrebbe dire, ma che poi,trema nella sensibilità e sinceramente non ce ne è bisogno.

Perchè ci prendiamo a morsi per scambiarci le colpe,
per definire qualcosa che non si può racchiudere in 5 dannate lettere, che sono riduttive.
Perchè ridere è essenziale ,è la serenità e il sapere che non si cade, e`complicità e eccitazione.
Concludendo e riconfermando la mia totale innocenza dico che e' colpa tua! 
E "Bisogno" forse e' una parola che si avvicina abbastanza al racchiudere il tutto.
Ma sicuramente col mio ghigno sorridente posso dirti:

VAFFANCULO!

Passeggero oscuro


Su questo usurato assito, questa notte non si celebrerà una tragedia,non si parlerà di eroi, non si ricorderà di ciò che ,chi può ricordare ricorda,non si dipingerà l'immagine sepolcrale perfetta di una persona, come troppo spesso si fa in queste occasioni.
Non saranno accettate lacrime,sospiri, falsi sorrisi,scuse frivole, scuse quasi credibili.
Il suono del martello che batte la sua sentenza riecheggia tra le pareti dell'nferno, il mio.
Sarà l'unico suono ammesso,l'unico canto che copre il crepitare dei becchi degli usignoli,il folle galloppare di minuscole zampette di formiche lungo le fibre di una corda ormai sciolta, il canto dei grilli, il raschiante suono del respiro.

Tutto questo prologo, per parlare di un epilogo.


Passeggero oscuro  è morto.
Si potrebbe dire che l'ho ucciso, però non l'ho ammazzato.
Con lui se ne vanno la dolcezza,la ponderanza,i colori,piume di ali inutili,i pennelli romantici,la brezza,il mare calmo.
Gli specchi si sono frantumati, hanno lasciato scie di polvere sul catrame che ora bolle,lasciando un acre odore all'esplodere dei suoi globi gonfiati dall'assurdo,nell'invano pendere di corde,
come vele stracciate, protese ad un viaggio senza ritorno,nell'oblio dell'ozio,nel riflesso contorto dell'acciaio della verità su lame di ossidiana.
Ho staccato ciò che lo teneva legato alla vita, spegnendo quel sorriso contornato dalla tristezza riflessa nei suoi occhi,lasciandolo scivolare sulle acque del fiume ,che ha sognato milioni di volte di percorrere mano nella mano col suo stesso sangue.
L'ho lasciato sotto la cascata dove il suono intenta di coprire il frastornante silenzio,dove l'innegabile realtà ti cade addosso senza la martellante dolcezza della pioggia.

domenica 10 agosto 2014

Non perdonarmi

E dovrai imparare a non perdonarmi. A non trovare un senso a ciò che faccio. Non devi tornare da me dopo ogni mio errore.
No, davvero. Nessuno ti obbliga a farlo. Anche se restassi solo, saprei prendermi cura di me. Come ho sempre fatto.
Non devi aspettarmi. Non devi rispondermi quando ti chiamo, tanto meno cercarmi quando non lo faccio.
 Non devi darmi le tue spalle come appoggio quando non sono in condizioni di reggermi in piedi da solo.
 Devi voltarmele, le spalle. No, davvero. Devi andartene prima che lo faccia io. Se tu mi aiuti, io non posso salvarti.
E non parlare! Che tanto, inspiegabilmente, sento quel che pensi.
Se non avessi la certezza che ci sei tu a reggermi, non crollerei. Tanto vale finirla,no? Meno fatica per entrambi.

Ti ferirò. E ancor peggiore della mia lucidità e della mia consapevolezza è il fatto che non avrò nessun rimorso. Nessun rimpianto.

È il mio talento. Il mio dono divino. La mia dote non nascosta.

È che, non avendo imparato a costruire, posso solo distruggere.