venerdì 30 maggio 2014
Sono difettoso..
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Briciole
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Lettera dall'inferno
Caro Dio, mi scuso se sono sparito
E’ che, ultimamente, lo avevi fatto anche te
Non sono qui per litigare ma siamo sinceri
Io ti ho cercato in ogni dove, tu invece dov’eri
Nella mia vita non sei stato quel che dovresti
Il diavolo è stato più bravo, per certi versi
Il credo dalla fede, ognuno c’ha la sua
Mia madre in chiesa piange sangue, più della tua
Non so con quale scusa ti possa difendere
La gente scrive preghiere ma forse non ami leggere
Nasci in gara per poi perdere
Veniamo al mondo piangendo e questo mi ha sempre fatto riflettere
Se ti comporti male, ti fai qualche nemico
E ci sarà un motivo, se Giuda ti ha tradito
Mi hai creato a tua immagine e oggi sono un re
Ma la corona di spine tienitela per te.
Mio Dio
Qualche volta che io ti cerco, quando sono nei guai
Scrivo una lettera dall’inferno ma non la leggerai.
Mio Dio
Detti legge nell’universo, perché prendi e dai
Ma le lettere dall’inferno non le leggi mai.
Se sei onnipresente e dall’alto ci fissi
Se sei onnipotente a ’sto punto te ne infischi
Considerando le volte in cui vedi e non agisci,
forse conviene farci credere che non esisti
Nonostante i crocifissi e le preghiere ad alta voce
Nessuno è prediletto, ognuno ha la sua croce
Non prego quando pranzo e non ti ringrazio
Il pane a tavola ce l’ho perché mi alzo, e mi faccio il mazzo
Faccio buone azioni,
ma nonostante questo sul mio conto girano cattive voci
Scendi dall’altare, per una volta si può fare
Liberarti dagli impegni e liberaci dal male
Un Dio che impone i suoi comandamenti, che giustizia è?
Un Dio onesto, un Dio che non detta regole
Non avere alcun Dio al di fuori di me,
lo direbbe solo chi è egoista e pensa per sé.
Mio Dio
Qualche volta che io ti cerco, quando sono nei guai
Scrivo una lettera dall’inferno ma non la leggerai.
Mio Dio
Detti legge nell’universo, perché prendi e dai
Ma le lettere dall’inferno non le leggi mai.
Mio Dio
Mio Dio
Quando chiedi se credo in Dio, non rispondo di sì
forse è un limite mio, lui mi ha fatto così.
Quando chiedi se credo in Dio, non rispondo di sì
forse è un limite mio, lui mi ha fatto così.
Mio Dio
Mio Dio
Mio Dio
Mio Dio
Mio Dio
Qualche volta che io ti cerco, quando sono nei guai
Scrivo una lettera dall’inferno ma non la leggerai.
Mio Dio
Detti legge nell’universo, perché prendi e dai
Ma le lettere dall’inferno non le leggi mai.
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mercoledì 28 maggio 2014
Dannato vivere
con la cultura nella menti,
e il cazzo in culo dei potenti.
Al massimo delle sviscerate ragioni,
quando tutto dovrebbe essere chiaro,
il buio mi avvolge guardando al di là del sole,
lucido su questa piastra metallica solcata da passi,
spesso felpati,per non fare sentire il suo suono,
mille scuse per volgere lo sguardo,
mille tappi per chiudere l'udito,
come file di processionarie che danno prurito,
il mio silenzio urla,ma di voce sua,
e non di pagine volte all'altare,
del sacrificio di vite ad onor del potere,
tracanno il mio vino,mi faccio na canna,
una pista di coca,mi dirotto il cervello,
provo ad assomigliare a chi si ammassa ai mucchioni,
sobrio convinto che ha un orgasmo alle proprie illusioni,
solo rimango dentro il mio mondo malato,
non chiedo aiuto ma solo il favore di rimanere dannato.
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Anima
Allargo le braccia,
nel tempo,
nello spazio,
per accoglierti
e lasciarti sprofondare nel mio petto.
Ascolto il tuo silenzio,
come una goccia che cade nella neve,
scomparendo nel foro che la porta al suolo.
Impossibile pensare che la mia anima non tremi
al tremare della tua,
attenti a coglierne ogni riflesso,
ogni mutamento,
ogni piccolo dettaglioQuando tu sei giù e gli altri contano
Quando tutti i tuoi segreti sono svelati
Quando le tue preoccupazioni sono in salita
Quando il progetto che hai ti porta a dubitare
Quando non ci sono informazioni
E la bussola indica nessun luogo che conosci bene
Lascia che la tua anima sia la tua guida
Lascia che la tua anima ti guidi, ti guiderà bene
Ti tengo stretta a me
sentendoti respirare,
vegliando il tuo sonno,
che ti allontana da queste false luci,
da questi stupidi bagliori,
dall'odore di brodi marci strabolliti,
dall'insignificante mercè del dovuto.
E le mie dita passano come velluto tra i tuoi capelli,
raccogliendo dal tuo corpo le schegge di vetro,
che i frantumi della vita
hanno sparso,
rendendoti tagliente,
irriverente,
facendoti credere insignificante,
ributtante.Quando i medici non sono sufficienti a guarirti
Quando nessuna medicina può farti stare bene
Quando nessun consiglio ti porta conforto
Quando non ci sono più bugie che possano dirti
Non altre informazioni inutili
E la bussola ruota tra il paradiso e l'inferno
Lascia che la tua anima ti guidi, ti guiderà bene
Con la tua anima che hai posto tra le mie mani,
coglierò le gocce della tua essenza,
per mostrarti quello a cui ancora fatichi a credere,
perchè non ti hanno mai fatto pensare di averla.
La tengo stretta dolcemente come un cristallo,
fermo nella promessa di essere l'unico a poterla frantumare.
A te che hai filtrato i colori che già mi appartenevano,
in un riflesso di arcobaleno.
A te che avevi celato quel mondo sconosciuto
che si chiama Amore.E i tuoi occhi si voltano verso il vetro della finestra
Alla luce sul colle
La distanza sembra così strana per te ora
E la stanza buia sembra così immobile
Lascia che le tue pene siano i miei dispiaceri
Lascia che le tue lacrime siano anche le mie
Lascia che il tuo coraggio sia il mio modello
Che il Nord che tu senti sia la cosa giusta
Quando non ci sono più informazioni utili
E la bussola indica nessun luogo che conosci bene
Lascia che la tua anima sia la tua guida
Lascia che la tua anima ti guidi sulla tua strada
Pubblicato da Unknown alle 20:11 0 commenti
In Bilico
...passato il vomito,la depressione,l'abbandono dei principi,la concezione di se stessi,le maschere e l'autosantificazione....
si puó chiamare equilibrio.
Pubblicato da Unknown alle 20:01 0 commenti
lunedì 26 maggio 2014
Non faccio la differenza..
Evitato dalla gente per il mio carattere che non accetta compromessi,additato quale infame traditore di una famiglia,
quello che ha rinunciato al denaro per la sua libertà,
quello che ha le orechie bucate dagli orecchini,
quello che trascina il suo corpo in viaggi etilici,
quello che parla e invita i negri a casa,
quello che gira coi drogati,
quello che si droga,
quello al di fuori delle regole,
quello che ha i carabinieri alla porta,
quello che non paga i debiti,
quello che risponde senza paura agli insulti,
quello che attacca la giustizia con ironia in tribunale,
quello che sta da solo e ce la fa.
Ho perduto falsi amici per non giocare a balli in maschera assurdi,quando parlo sento l'allontanamento delle persone e capisco dalle loro risposte che fanno solo finta di capire,non mi piace essere compatito,Odiato per natura dalla mia famiglia a prescindere senza realmente avere un dialogo in linea.
Non mi basto,mai e cerco di estrapolare ogni ragione,ogni singola sfacettatura del mio io,cerco di capirla.
Apprezzo la mia sincerità verso tutti,verso me stesso,colgo i lati in cui mi piaccio e quelli in cui faccio difetto,ma sono sempre io.
Emarginato dalla società non direi,forse un autoemarginazione,incapace nel mio disadattamento di trovare confronti sinceri e costruttivi in troppa gente.
Etichette che ormai scivolano sulla mia pelle,non ho voglia di giustificarmi,per quale motivo?tanto non sarei capito,o comunque riceverei solo dei si ebeti da inconsci ascoltatori.
Le ciccatrici della mia insonnia passata nelle strade,sull'asfalto,mi hanno insegnato tante cose,a non giudicare,a non ghettizzare,a condividere i peccati di questa merdosa civiltà,a vivere quello che viene chiamato underground,come un mondo parallelo a quello fatto di maschere e falsi lustrini,luci accecanti che sfunamo i contorni reali del nero che è in ognuno di noi e che tanti ,troppi preferiscono nascondere.
Io non sono diverso,non sono differente,sono quel tipo di anima che nessuno vuol vedere in se stesso nella paura di riconoscersi.
Pubblicato da Unknown alle 07:26 0 commenti
routine

Seduto su uno scomodo marciapiede,come un fachiro su na fila di chiodi,
osservo la strada,incurante degli schizzi di acqua sporcati di nero che invadono il mio corpo.
Il traffico sciala caotico alla rincorsa di doni al Dio denaro,come offerte a sacrfici pagani.
La gente cammina,corre incurante di essere in mezzo ad altri,avvolta nei propri pensieri,
speranze,sogni,corse a ritardi,tristi pensieri di amori spezzati,settaggi di orari in cui incastrare i figli,pesanti fardelli che comprimono spalle.

Futili lamenti urlati al silenzio che in questo caos dall'inumana indifferenza sordo continua la sua ineffabile strada tra ostacoli di spine di cui la puntura si è abituati a dimenticare,dentro un volersi dare un continuo falso sorriso,una maschera di bianco cerone,dalla sbavature più o meno discrete che ormai le lacrime non riescono più a rigare.


Muovo ora lento i miei piedi,scalzi,su questo tappeto di petali neri,incurante delle spine di una rosa avvelenata dall'odio all'indifferenza,che è il male del mondo.A questa APATIA che nella falsa disillusione di poter fare qualcosa fa si che ognuno creda solo in se stesso.
MA COME SI FA A CREDERE IN SE STESSO QUANDO NON LO SI E'?
Se se stesso vuol dire la maschera che la società mi consiglia oggi come un precetto del Buddha a consigli di vita migliore,quando le maschere che spesso cambiamo perchè di fragile credenza sono tutte privi di occhi,di orecchie e la bocca serve solo a fare POMPINI ai potenti.
Pubblicato da Unknown alle 03:32 0 commenti
Dannato vivere
Non c'è niente da mantenere
Questo è profondo
Perché siamo animali - con regole d'oro
Chi ... che non può essere spostato da una vista razionali
Pubblicato da Unknown alle 03:30 0 commenti
venerdì 23 maggio 2014
Ancora
Pubblicato da Unknown alle 18:16 0 commenti
Non ho mai chiesto niente
Pubblicato da Unknown alle 18:14 0 commenti
giovedì 22 maggio 2014
scomparire
Lentamente scivola via la voglia di fermarmi,di rimanere stabile in un punto,di legarmi.Troppi giorni senza pioggia.
Bevo il mio veleno per dissetare la mia rabbia.
Taglio la mia pelle per confonderla.
Cerco di perdermi nell'ebbra bevanda che brucia la mia gola,ho bisogno di annullarmi,
di scomparire a me stesso per primo.
Ciotoli sparsi di vita dannata,un binario unico su cui camminare,
scelgo la strada dove morire.
Pubblicato da Unknown alle 07:15 0 commenti
una lacrima

Nemmeno il suono dei miei passi giunge alle mie orecchie,
le scarpe che alzano gocce dall'asfalto bagnato.
Nemmeno la mia ombra mi riconosce,
si nasconde nella nebbia senza seguirmi.
Nemmeno il mio corpo si accorge
che la mia anima non l'ha seguito.
Nemmeno io mi accorgo,
che una lacrima mi sta incidendo il suo percorso.

Sono solo un punto nero nel buio,
solo il vento può confondermi nelle tenebre.
Pubblicato da Unknown alle 07:14 0 commenti
stella cadente
Non trovo pace,
troppe ombre,
troppa luce in questa notte.
La fionda spara sassi,
gioco a colpire luminarie,
sadico divertimento.
E' ora di spezzare quelle catene,
che ti trattengono a forza.
Rumore di vetri infranti,
luci che si spengono come stelle cadenti.
Il volo di un falco a beccare il tuo corpo,
a strappare i legami della tua pelle,
artigli che affondano sulle tue cosce.
Mi ubriaco dei tuoi sensi,
ebbro vago in un mondo senza pensieri,
dove il buio ti libera.
Ali nella notte.
Un ultimo colpo.
L'elastico teso.
Ho colpito la Luna.
Rumore di vetri infranti ,
come una stella cadente.
Pubblicato da Unknown alle 07:13 0 commenti
mercoledì 21 maggio 2014
"L'amore vero si dispera o va

Poco esce da me in questo momento
e poco entra.
Lascio che il tempo scorra dentro,
che sfiori come il vento le foglie,
lasciandole ondeggiare
e che raccolga al loro centro le gocce,
che l'umidità della notte dei mie occhi,
solca sulle vie del cielo,
dove le stelle rimangono ai miei piedi
per essere calciate.

Lo sento tichettare sotto le unghie dei piedi
e poi arrotolarsi sui malleoli
risalendo i tendini dei polpacci.
Tra la mia pelle e la mia anima
riuscendo a lambire la prima,
ma solo a sfiorare l'altra.

Indietreggiando al boato del mio cuore,
al suo suono,
come quello continuo di un tamburo,
che vibra i tronchi degli alberi nella foresta,
che esplode trovando la fuga premendo forte i timpani,
per poi riprenderlo per non perderne neanche un decibel.
"Solo nei pensieri",
ma la mia anima è tutta un pensiero
e non lascia in disparte ogni dettaglio di me,
ogni riflesso che solo un piccolo alito del tuo respiro
riesce a creare.
Come gli occhi che parlano di un sorriso,
che non ha parole,
come il riflesso sulle labbra di una parola che è un bacio
o l'umido calore di due mani che si stringono
o l'odore che accarezza le narici
o il semplice appoggiare un libro sopra un tavolo
o il fremito della pelle quando un pensiero la attraversa,
come il battito d'ali di una Vanessa Atalanta,
che veste il giorno di nero notte,
punteggiandolo di rosso.
Vivo dentro di me
lasciando scorrere il tempo,
perchè dentro di me ti ritrovo
nei miei pensieri,
nel mio cuore
e so che là rimarrai por siempre. "L'amore vero si dispera o va
Pubblicato da Unknown alle 19:28 0 commenti
Pubblicato da Unknown alle 10:14 0 commenti
domenica 18 maggio 2014
voglia di te..
Pubblicato da Unknown alle 07:31 0 commenti
Fantasticando
Pubblicato da Unknown alle 02:23 0 commenti
sabato 17 maggio 2014
rimango in piedi
Pubblicato da Unknown alle 11:42 0 commenti
venerdì 16 maggio 2014
Non voglio soffrire
Pero la unica volta che l'ho fatto ho visto la strage e ho cominciato a cadere.
Si è fermato il vento e niente poteva sostenermi, ne io cercavo nulla a cui aggrapparmi, torturandomi il cervello.
Non c'erano piu lame per tagliare, cacciavo il mio "di meglio da fare", implodendo in me stesso, senza lasciare uno spiraglio a nessuno per guardare dentro.
Il nero si era trasformato in buio e il silenzio in afonia.
Pubblicato da Unknown alle 14:38 0 commenti
giovedì 15 maggio 2014
Suoni
Toc toc,bussano alla porta,apro gli occhi,
non che stessi dormendo,
ma ritorno alla realtà.
Toc toc,bussano alla porta,
non ho voglia di alzarmi,
di vedere chi è,
non aspettavo nessuno.
Toc toc,bussano alla porta,
anche le mie ombre,
seguaci del mio io,
mi trattengono dall'alzarmi.
Toc toc,bussano alla porta,sarà un creditore,
un amico inatteso,
forse sarà solo un gioco del vento.
Toc toc,bussano alla porta,un tempo sarei corso ad aprirla,
magari sarà lei,
in un viaggio dal passato.

Toc toc,bussano alla porta,
un fievole fascio di luce entra nei miei pensieri
rientro nella luce,
ne vengo abbagliato
Mi fastidia ogni cosa,
anche il semplice alzarmi,
l'interrompere il mio colloquio con gli spettri,
il rompere questo armonioso silenzio.
Eppure mi alzo,
lentamente mi avvicino alla porta,
la apro secco,
nessuno al di là,unoscherzo del vento.

Toc toc,bussano alla porta,
ora indispettito la spalanco,
massa di ammasso,
di copie di copie.
Paesaggio deserto,
voci mute,
sorrisi stampati,
su una ruvida tela di chiazze monocromatiche.
Torno a sedere
sbattendo la porta,
brindo con l'ombra sempre presente e pressante,
me stesso.
Pubblicato da Unknown alle 08:46 0 commenti









