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venerdì 29 novembre 2013

Schiavi

Sei uno schiavo/a e devi sottometterti con riconoscenza agli ordini, capricci e atti di crudeltà di Padrone, perchè un intervento incredibilmente propizio del destino ha concesso alla tua pietosa esistenza uno scopo, che da solo non avresti mai compreso. Il fatto che la Superiore ti consideri materiale adatto alla manipolazione, deve essere per te fonte di gioia. Ma molti schiavi sono così essenzialmente indegni, che è uno spreco di tempo tentare di cavarci qualcosa.
Il tuo minuscolo cervello riesce solo a recepire che sei privo di volontà e devi fare quanto il  Superiore ti ordina di fare. Il Padrone potrà delegare tale autorità a un altro a cui dovrai obbedire incondizionatamente, come se si trattasse dell’adorato Padrone in persona. Il Padrone conosce molto bene ciò di cui un’anima servile ha bisogno, e fino a quando non porrai il tuo pieno credo nel Suo potere, non sarai altro che un cane codardo senza casa.
Quindi..solo poche regole che però vanno rispettate alla lettera:
  • Non hai alcun valore
  • Non hai alcuna dignità, sei solo un verme strisciante, la tua umiliazione deve solo divertire la Padrone
  • Non hai alcun diritto, solo doveri nei confronti del Vero ed Unico Padrone
  • Non userai mai il pronome possessivo “Mio Padrone”, in quanto sei tu ad essere una proprietà
  • Sei unicamente un giocattolo nelle mani del Master
  • Non può pretendere, deve SOLO supplicare
  • Puoi aprire bocca solo per rispondere a domande dirette. Di sicuro irriti l’udito del Padrone, quindi dovrai chiedere il permesso di parlare
  • Non hai volontà, l’unico tuo desiderio è quello di compiacere Il Padrone
  • Devi cercare di risparmiare la noia al Padrone di dare continuamente ordini ad un inetto come te. Sarai istruito ad anticipare i Suoi pensieri e se ti mostri supponente o se cercherai di rendere indispensabile la tua inutilità sarai punito
  • Il tuo unico piacere sarà quello di soddisfare in tutto e per tutto il  Supremo Padrone
  • Il tuo dolore sarà il piacere del Padrone.

Joker

Domina

Il Padrone non è mai volgare o maleducato, a lui lo schiavo si ispira.
Il Padrone  non perde mai la pazienza perché ha il controllo della situazione.
Il Padrone  ha sempre ragione. Nel caso in cui Il Padrone  avesse torto, subentra la regola precedente.
Perciò fai in modo che sia vero: pensa prima di parlare.
Non esiste richiesta che non possa essere esaudita.
Perciò adegua le tue richieste all’esperienza della schiava, ma sii fermo e pretendi sempre il massimo.
 
Lo schiavo/a è tenuto a dare del Lei, salvo diverse disposizioni.
Lo schiavo non deve avere paura del Padrone perché si fida di lui, ma deve temerlo perché ne riconosce l’autorità.
Il Padrone  conosce i desideri dello schiavo, ma è libero di ignorarli. Sarà Il Padrone a  decidere come disporre di lei.
Lo schiavo vuole essere dominato, perciò non lesinare disciplina e correzione.
Un bravo schiavo è merce rara perciò rispettalo.
 
Lo schiavo deve servire ed intrattenere Il Padrone  Il suo compito non sarà solamente di assolvere le richieste, ma di prevenire i desideri del Padrone. Deve prestare molta attenzione agli ordini affinchè gli vengano impartiti una sola volta. Perciò spiegati chiaramente ed assicurati che lo schiavo abbia capito com-ple-tamen-te.
 
Intrattenere Il Padrone significa non essere noiosi o scontati. Lo schiavo è tenuto ad esprimersi correttamente e ad essere informato su almeno tre argomenti nuovi ogni volta. Lo schiavo ride sempre alle battute del Padrone…discretamente.
 
Lo schiavo farà fare bella figura al Padrone mostrandosi gentile e disponibile con le sue Amiche/ci, anche se queste lo prendessero in giro. Qualora lo schiavo fosse oggetto di comportamenti a lui sgraditi ne parlerà in privato conil  Padrone  e poi si comporterà come il Padrone  gli ha indicato. Nel caso occorresse il Padrone deve intervenire per chiarire subito e pacificamente l’eventuale malinteso.
 
In pubblico lo schiavo camminerà a ffianco del Padrone e le offrirà il braccio se questa avesse bisogno del suo appoggio. Le aprirà le porte.
 
A tavola lo schiavo si siederà solamente dopo che ogni cosa sia stata disposta e comincerà a mangiare dopo Il Padrone . Avrà cura di memorizzare che acqua beveIl Padrone  e di mantenerle il bicchiere pieno. 


                                                                                                                            joker

Regole della schiava

Adoro il mio Padrone e il suo corpo.
Il mio corpo e la mia mente sono proprietà del Padrone. 
Porterò il collare che il Padrone mi darà con orgoglio, sempre ed in qualsiasi luogo, perchè ciò significa che sono di Sua proprietà e sono devota a Lui. 

Non esiterò nella mia obbedienza a Padrone. 

Ogni qualvolta Padrone parla, anche quando io sto parlando, devo immediatamente star zitta così che io possa ascoltare intensamente quello che Lui deve dire. 

Comprendo che Padrone può possedere più di un schiavo  e che io, a meno che non abbia permesso da Lui, non potrò mai avere un altro Master. 



Solamente attraverso sottomissione trovo la vera me stessa. 
La mia testa deve essere abbassata alla presenza del Padrone e non lo guarderò mai negli occhi senza il suo permesso.
Il mio” posto” è inginocchiato di fronte a Padrona, o accucciato sotto la sua sedia,per me è un diritto e un onore essere il Suo schiavo. 
Per ricevere piacere devo guadagnarlo. 
Adoro la frusta del mio Padrone. 
Ringrazierò il Padrone per la disciplina e le punizioni che riceverò. 
Sopporterò disciplina o punizione che il Padrone  mi dà così posso diventare una schiava migliore per Lui. 
Attraverso disciplina e punizione imparerò a comportarmi. 
Il dolore e piacere saranno con me sempre 
Devo confessare a Padrone quando  sono stata birichina così che Leui può decidere se tali violazioni richiedano una punizione. 
Ho molto da imparare per divenire una schiavo ben-educata. 
Mi è permesso di suggerire modi per favorire il mio addestramento o il mio uso, verbalmente o attraverso il mio diario. 
Non devo lamentarmi mai quando Padrone decide di mettere in mostra il mio corpo o decida di umiliarmi ed insultarmi per suo diletto e ne sarò sempre molto orgogliosa. 
Se mai Padrone desiderasse mettermi in gabbia per mostrami, striscerò ed entrerò volentieri ed orgogliosamente nella gabbia e mi posizionerò nel modo che farà piacere
 a Padrone, così che gli altri possano dilettarsi nel vedermi e deridermi senza alcuna obbiezione da parte mia, vedendo in tal modo che sono beneducata,
 umiliato e di proprietà di Padrone. 
Se io sono noleggiata per servire un altro Master, lo servirò bene come se Lui fosse il mio Signore, perchè voglio che Padrone riceva un buon rapporto
 dopo che sarò restituito a Lui.



Joker 

martedì 26 novembre 2013

Sogni erotici

Questa notte il mio cervello bacato è stato particolarmente attivo, s’è dato una svegliata insomma, ed ha prodotto molti sogni, che ricordo benissimo.
Ho sognato di giocare a biliardo (è colpa di uno di voi), ed è stato un sogno così realistico, che sentivo proprio la stecca in mano, le vibrazioni dei colpi alle palle, una bianca ed una rossa ed una più piccola, i birillini che cadevano ad uno ad uno come soldati in battaglia; il sogno sembrava realtà, perché sbagliavo anche i colpi.
La cosa strana del sogno è che ero solo.
Cioè, non è strano perché molte volte ho giocato solo; per chi non lo sapesse, il biliardo si presta perfettamente ai solitari, soprattutto se siete mezzi folli come me. 
Comuque, la sala da gioco era buia, frequentata da un gruppo di mocciosi che facevano casino, ed io, da vero figo, davo lezioni di maestria con i miei colpi a cinque sponde.
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Un altro sogno è ambientato nella mia casa di quand’ero piccolino (anche questo ricordo è colpa di uno di voi, perchè ne ho parlato ieri), ma non era proprio la stessa; 
era una casa umile, come nella realtà era la mia famiglia a quel tempo.
Beh, nel sogno io parlavo con della gente del cortile, e la mia attenzione ad un certo punto viene attirata da una finestra aperta, dietro la quale una donna si spogliava, ignara d’esser vista.
Una donna in carne, mora, coi capelli lunghi e ricci, decisamente somigliante ad una mia cara amica di Roma. Io comincio ad avere un’erezione e lascio tutti per chiudermi nel mio bagno (anche se sono piccolo!), nel tentativo di masturbarmi.
Il bagno era fatiscente, ed il ricordo di quello vero (nel sogno parlo a me stesso e “penso”) mi dava così tanta pena, da non riuscire nel mio intento autoerotico.
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L’erezione, comunque, è fortissima. Penso di esplodere.
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Mi sveglio che saranno state le 6.30, con una vescica gonfia così; vado in bagno, cerco di liberarmi dal peso, ma l’erezione, quella vera, è così forte che praticamente devo fare yoga per riuscire a sedarla.
Le donne non immaginano cosa voglia dire urinare con un’erezione in corso; prima di tutto non esce nulla, anche se stai esplodendo, seconda cosa, quando finalmente si comincia non sai mai che direzione prenda… parte qualcosa di incontrollabile, e finisci col pisciare per terra, sul muro, nel peggiore dei casi ti arriva in faccia. Va beh, lasciamo perdere.
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Torno a letto.
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L’ultimo sogno è libidinoso, per questo non volevo più svegliarmi.
Questa volta sono io versione adulta; ho voglia di sesso, quello fine a se stesso; prendo su la macchina e giro per le strade. Entro in un albergo, e mi si presenta una prostituta molto carina. Io mi sentivo in qualche modo osservato da qualcuno, e rifiuto l’invito alla perdizione.
Esco.
A quel punto incontro una mia amica, in realtà mai vista prima, che si presenta con una sua amica (mai vista nemmeno quella), e, indicandsi con la mano, mi dice sorridendo “tu cosa ci faresti?”.
Io rispondo “quello che ho già fatto altre volte”, e nel sogno ricordo avventure reali.
-
Torna l’eccitazione prorompente.
Una delle due, improvvisamente, prende le sembianze della ragazza con cui vivevo; io sono seduto su un letto, lei girata di spalle, in piedi davanti a me.
Le abbasso prima i jeans, poi le mutande, e la faccio sedere su di me.
La penetrazione è lenta, anzi lentissima, la sento mentre stringe forte i suoi muscoli interni, per accentuare l’attrito dei nostri sessi. Non è ancora davvero eccitata, lei, e per questo la penetrazione fa ancora più male, ma di quel dolore perverso, al limite fra il piacere ed il masochismo.
Sono eccitatissimo, e mi torna la voglia di esplodere. Lei si muove molto lentamente, su e giù; io la cingo al seno con le mie braccia, stringendola a me.
L’altra ragazza, rigorosamente vestita come la prima, si avvicina, allarga le gambe e si mette in braccio alla donna sopra di me; cominciano a baciarsi, come dire, alla francese, ed il loro peso mi sconvolge di piacere.
C’è un po’ di confusione nel sogno a questo punto; mi ritrovo sdraiato non più con la “mia ragazza”, ma con la sua amica che, però, è sempre vestita. Tutte e due sono vestite, eppure mi sembra tutto così erotico.
Ricompare l'altra. Ci baciamo contemporaneamente in tre e mi sembra di essere Jonathan Harker con le vampire nel castello di Dracula.
Ad un certo punto una delle due scompare, l’altra è di nuovo sopra di me, come all’inizio, ed io sto per raggiungere l’orgasmo. Il mio sesso brucia, addirittura, Etna in procinto d’ eruzione.
-
Mi sveglio di nuovo, sono le 7.30, merda è tardissimo.
Torno in bagno, e per la seconda volta mi libero dai miei bisogni.
Peccato, era tutto banalmente frutto della pressione della mia vescica urinaria.
Però, ragazzi, che libidine.

lunedì 18 novembre 2013

Taking over me

So che il vento si getta nel fuoco ,

lo abbraccia,
ne spalma il calore,
spargendolo nei contorni di un cerchio.
So che il fuoco si tuffa nel vento,
stringendo le sue mani sul seno
e allunga le sue lingue riempiendo ogni spazio.
E nel cerchio di buio colorato,
il suono del silenzio,
del fuoco e del vento.

Mentre sul vetro della finestra colano gocce di pioggia,
scivolando come acqua pura su specchi a cui non ci si aggrappa,
il suono accompagna e non copre il fruscio dei nostri corpi,
che scivolano uno sull'altro,
scambiandosi gocce di fuoco,
soffi di pioggia
e vampate di vento.

"Taking over me" ,
mentre gli occhi si scambiano messaggi,
leccando i contorni dei nostri desideri
e i muscoli scivolano nelle pieghe,
come fruscianti drappi di seta tagliente.
Lacci di cuoio sussultan la carne
e gli occhi di sfida corrono sfiorando la pelle,
come stupirsi dei particolari di un prato
e perdersi tra i riflessi di gocce di rugiada
che rispecchiano il mondo,
con le ginocchia bagnate,
mentre il marchio cola l'essenza
sui bordi di unghie taglienti,
che gocciolano sino a fondersi lungo i polsi
alle linee di punti di possesso.

Ora la terra scalda aliti di fuoco,
gocce di vento in fertile pioggia.
E le labbra si schiudono dallo stupore,
danzando sui gemiti di note di sospiri,
sui lenti passi che calpestano distese di petali,
che hanno l'odore di Noi,
mentre le tue labbra si riempiono
di ciò che le mani strappano
e le mie dita schiacciano gusci di conchiglie,
per spargere gocce di silicio tra i solchi della tua terra.
Annusiamo il sapore,
lecchiamo gli sguardi,
ascoltiamo il toccarci,
vediamo l'odore spargersi come gocce che colano in Noi,
tocchiamo con le nostre dita tutto ciò che ci appartiene.
Ed è acqua
ed è terra
ed è fuoco nel vento.
"Taking over me"
In un tempo che non ha tempo.
Joker 

venerdì 15 novembre 2013

sally....



Lascio andare le mie dita sulle corde della chitarra.
Qua seduto sull'erba del campo di fonte a casa.
Si rivede la luna,
la sua mezza faccia.
Le dita pizzicano il bronzo sulla cassa,
Sally cammina per la strada senza nemmeno....
....guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia
....di fare la guerra
Sally ha patito troppo
Sally ha già visto che cosa....
"ti può crollare addosso"!


Sally è già stata "punita"...
per ogni sua distrazione o debolezza...
per ogni "candida carezza"...
"data" per non sentire....l'amarezza!
senti che fuori piove
senti che bel rumore... 
Sally cammina per la strada sicura
senza pensare a niente!
....ormai guarda la gente
con aria indifferente...
....sono lontani quei "momenti"...
quando "uno sguardo" provocava "turbamenti"..
quando la vita era più facile...
e si potevano mangiare anche le fragole....
perché la vita è un brivido che vola via
è tutt'un equilibrio sopra la follia....
..........sopra follia!
senti che fuori piove
senti che bel rumore...


Esce così.
Spontaneamente.
Esce dal canto del mio cuore
e accarezza i fili d'erba sotto di me,
prosegue il suo percorso.
Attraversa il fiume.
Attraversa il mio bosco.
Sale in alto.
E corre all'impazzata scendendo.
E poi rallenta.
Si ferma a pensare.
Ma forse Sally è proprio questo il senso...isenso...
del tuo "vagare"...
forse davvero ci si deve sentire....
alla fine....un Po' male!....
Forse alla fine di questa "triste storia"
qualcuno troverà il coraggio
per affrontare "i sensi di colpa"...
e CANCELLARLI da questo "viaggio"....
per vivere davvero ogni momento.....
con ogni suo "turbamento"!....
e come se fosse l'ultimo! 



Sally cammina per la strada..."leggera"...
ormai è sera...
"si accendono le luci dei lampioni"...
"tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni"..
ed un pensiero le passa per la testa
"forse la vita non è stata tutta persa"...
forse qualcosa "s'è salvato"!!... 
forse davvero!...non è stato "poi tutto sbagliato"!
"forse era giusto così!?!"....
........eheheheh!.........
forse ma forse ma si....
cosa vuoi che ti dica io
senti che bel rumore 
Lo abbiamo sempre detto,
l'amore è egoista,
ma se è amore,
non si pensa solo a se stessi,
non si cerca il propio esclusivo piacere,
il propio tornaconto,
il dare per avere per forza,
l'avere secondi fini.
E' egoista amare il bene dell'altro?

Eppure cercano di dire che essere se stessi
può essere un male.

Amore mio,
rimango ad ascoltare i silenzi
sempre appoggiato alle tue scapole
e continuo a chiedermi
se l'equilibrio sta sopra la follia o sotto.

...
Senti che silenzio
...
senti che bel rumore
...

mercoledì 13 novembre 2013

tenebre


Nemmeno il suono dei miei passi giunge alle mie orecchie,
le scarpe che alzano gocce dall'asfalto bagnato.
Nemmeno la mia ombra mi riconosce,
si nasconde nella nebbia senza seguirmi.

Nemmeno il mio corpo si accorge
che la mia anima non l'ha seguito.

Nemmeno io mi accorgo,
che una lacrima mi sta incidendo il suo percorso.

Sono solo un punto nero nel buio,


solo il vento può confondermi nelle tenebre.

giovedì 7 novembre 2013

Appartenenza




Cresce forte il desiderio di appartenenza,
di quel possesso di Noi stessi che liberamente accettiamo,
sulla forza delle mie dita,sul taglio delle tue unhie,
che scavano dentro ai nostri corpi scuotendoci.

Il tuo corpo steso sul tuo odore che invade i miei sensi,
li rapisce
e si alternano sguardi che affondano nell'anima tuffandosi negli occhi,
mentre i denti si scoprono
quasi ringhiando
nel voler azzannare ciò che è tuo,
ciò che è mio.
E mi segui sulle starde sanguinanti dei tuoi artigli
cominciando a tremare,
ma non è paura,
non è freddo
e le mie mani strappano dolcemente
il tuosapore girandolo tra le dita.

Come il succo della vita lo spargo sui nostri corpi,
sulla libertà di essere noi stessi,
senza doverci nascondere,
senza dover celare,
incatenandoci di maglie di fumo
che stringono salde i nostri polsie scrivendo ogni lettera di ogni istante che parla di Noi,
del nostro è stato,
del nostro è
spingendo oltre quel limite che sarà.
E ogni movenza penetra nella nostra essenza,
in una carezza,
in un graffio,
in una parola che si fa strada come una lama nel cuore,
in un gesto di sfida che cresce la passione,
come lo scuotere di vita di corpi
che credevamo già morti
e che specchiano la loro anima
nello spontaneo riflesso
di ritrovarsi simili,
spesso uguali
sulla linea della vita.Impossibile cadere
quando tutto è così libero
e spontaneamente leggero
e basta tenersi per mano
per rimanere in piedi
camminando la stessa strada.
La Nostra.

la caccia continua

Mentre i fiocchi bianchi accendono la notte,si posano sul tetto di casa dove sono seduto .
Li guardo attaccarsi alla mia pelle,alla stoffa,il suono del loro atterraggio è dolce.
Non sento freddo,non sento nulla,solo il mio pensiero.



Nudo cerco ancora di spogliarmi della mia pelle,voglio arrivare dentro di me.
Varcare i confini del mio bosco,i limiti della mia esistenza,la ragione della coscenza,gli ingranaggi della mia mente.

Voglio raggiungere il mio Tormento,seguendo il suo profumo,quello che mi ha lasciato stanotte sulla pelle,dentro le mie narici,sulla punta delle dita,su ogni centimetro del mio corpo.
La mia lingua ha ancora il suo sapore,il morbido tocco del suo collo,la consistenza intrigante dei suoi capelli.

La sento aggrappata a me da dentro,che si nutre dei miei pensieri,delle mie malinconie,dei miei demoni,del mio corpo.
Eppure .. ...


Come è reale questo tormento e pensare che la cerco dentro di me mentre sono dentro di lei.

Eppure la caccia continua.......

Oren si è alzato,
ed ora ha lasciato la cascata.
Sorride per le carezze ricevute
e proprio mentre lascia andare il suo cuore,
una freccia senza senso colpisce il suo amore.




Già la sua mente reagise d'impulso,
scompare nel buio,
nel tempo,
nello spazio,
dritta alla meta.
Ma questa volta si ferma.


Resta in attesa,
ma non è detto che non sia già nell'ombra della tua casa,
nelle pieghe ostili della tua paura,
per darti eterno terrore che possa tornare ogni istante.
Tu non sai cosa vuol dire
sentirti strappare la vita da dentro.

Ma il rispetto ,
certo non per te,che non lo conosci,
mi fa attendere.
E sorrido
e mi lascio ancora cullare,
ascoltando,
parlando,
m'innamoro.

Eterno respiro,
battiamo banco?!

sospiri

La schiena arcuata,
le ginocchia larghe,
piegata,
Alle tue fatiche
mi unisco
fata della mezzanotte.
Chino al tuo fianco,
mentre la mano risale dalle tue natiche alla schiena,
ascoltando i tuoi brividi
e raccogliendoli nella nuca.

Sospiri.
Lasci che le mie dita
giochino dietro di te.
mentre le tue giocano con me
davanti ai tuoi occhi.


I bottoni sfuggono alle asole
e altri ne segnano il passaggio.


Divorandomi,
divori il desiderio di te,
divorandoti
lo aumento.

Gocce di sudore che trasudano il piacere.
China,
la schiena arcuata.
vedo tremare
la spina che porta all'altare.
Tempesta di piacere,
stretto in te