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lunedì 10 novembre 2014

Non credere

Potremmo semplicemente limitarci a respirare.
Non cambierebbe nulla
Nessuno scenderà dal cielo
Per dirci di darci da fare
Potremmo  addirittura anche lasciarci morire
Nessuna voce squarcerà le nuvole
Per dirci di non farlo.
Queste cose accadevano un tempo
Un tempo molto lontano
In cui le cose accadevano perché si raccontavano
E si raccontavano  come a ciascuno piaceva
Potremmo studiare
Potremmo meditare
Potremmo pregare
Potremmo supplicare
Nessuna risposta otterremmo
Se non quella che noi decidiamo di darci
O altri uomini ci danno
Noi non possiamo credere in Dio
Noi possiamo solo credere agli uomini che credono in Dio
Ma perché certi uomini credono in Dio?
Perché lo hanno deciso
Perché altri non credono in Dio?
Perché lo hanno deciso.
C’è chi ne ha bisogno e chi no.
Il problema non è stabilire se Dio esista o no
Il problema è stabilire se la nostra vita ha un senso o no.
Ma perché dobbiamo porci questo problema?
Se non ce lo poniamo cosa cambia nella nostra vita?
Nulla. 
Possiamo credere o non credere a qualsiasi cosa.
Cosa cambierebbe per noi? 
Nulla.
E tra le due ipotesi, Dio esiste –Dio non esiste
Potrebbere esserci infinite alternative.
Ad esempio dio esiste ma non ci ha creato lui
Dio esiste ci ha creato lui ma questo non vuol dire
Che debba per forza volerci bene
Se guardiamo quello che succede ogni giorno
Col sufficiente disincanto
Non è poi così difficile immaginarci un dio indifferente
Se non addirittura, in alcuni casi, crudele.
Perché allora abbiamo  bisogno di credere in dio?
immaginamo di essere soli al mondo 
senza nessuno che ci dia spiegazioni
di scoprire la nostra debolezza
la nostra difficoltà di vivere
di che cosa sentiremmo subito il bisogno?
di essere aiutati e infatti cerchiamo aiuto negli altri uomini
ma non sempre lo troviamo
e allora di cosa sentiamo il bisogno?
di qualcuno che ci aiuti senza se e senza ma
e che ci sia sempre
e che riesca sempre ad aiutarci
qualsiasi sia il nostro problema
Un non uomo
che non abbia i difetti e i limiti dell'uomo
per cui ci possa sempre aiutare 
e sappia sempre come farlo
un supereroe
che non abbia il problema
di avere tutti i problemi degli uomini
che possa tutto
che sappia tutto
che ci sia sempre
ovunque
qualcuno di cui ci si possa veramente fidare
questa presenza ci diventa indispensabile
per alleviare la disperazione
del non sapere nulla
abbiamo bisogno di un amico immaginario
di cui siamo sicuri che non ci tradirà mai
cosa che invece fanno gli amici umani come noi
non ci tradirà mai perchè l'abbiamo creato noi
con la nostra testa
ma questo preferiamo dimenticarlo
preferiamo pensare che sia lui
ad avere creato noi
così sentiremmo il nostro esistere
più giustificato
perchè è la mancanza di senso
quella che ci fa impazzire
ora il punto è questo
se accetti la mancanza di senso della tua vita
sei davvero un uomo libero
libero di fare del bene e di fare del male
libero di sfruttare il senso di angoscia degli uomini
che tu non hai
per renderli schiavi
e diventare sempre più potente
anche se sai benissimo che questa tua potenza
in realtà non ha alcun senso ed è fine a sè stessa.
gli uomini malvagi sono coloro
che dall'alto della loro intuizione di inutilità delle cose
scendono tra i disperati cercatori del senso
e offrono loro una religione
che li renda felicemente sottomessi.

Invenzioni


L’uomo ha inventato la doccia
Perché non può aspettare che piova
Ha inventato le lampade
Perché non può aspettare che esca il sole
Ha inventato le pale
Perché non può aspettare che si alzi il vento
Ha inventato il Viagra
Perché non può aspettare che si alzi.
Ha inventato Dio
Perché non può aspettare.
L'uomo non è eterno.

albero

Piangevi con me
Nel piovoso autunno
Risorgevi con me
Nella bella stagione
Ma quella primavera
Lei non c’era
Tra le mie braccia
Sotto la tua ombra
E mentre io morivo di dolore
Tu ancora nuove foglie
E nuovi fiori
Mostravi a tutti
Senza alcun pudore
Lei mi ha tradito
E io sono abbattuto
Tu mi hai tradito
E io ti abbatterò
Brucia all’inferno
Albero di Giuda.

Il diavolo

Dio ci voleva ebeti
Satana ci ha reso furbi
Dio ci voleva sciocchi
Satana ci ha aperto gli occhi.
Se Dio non voleva che sapessimo perché ha voluto piantare nel giardino dell’Eden l’Albero della Conoscenza, per poi proibire ad Adamo ed Eva di mangiarne i frutti?
Se voleva che vivessero innocenti in eterno, non sarebbe bastato non piantarcelo quell’albero?
Perché dio ha voluto metterli alla prova?
Perché ha preteso un atto di obbedienza e di sottomissione incondizionata a lui?
Che bisogno c’era?
Per verificare che fosse davvero riuscito a crearli ebeti o se avessero qualche difetto di fabbricazione e contenessero qualche scoria di furbizia? 
Così come si testano i prodotti prima di metterli in commercio?
Prima dell’intervento del Serpente-Satana, l’Albero della Conoscenza era già nell’Eden,, eppure Adamo ed Eva, obbedendo a Dio, non avevano mangiato i suoi frutti.
E’ stato necessario l’intervento diabolico per convincerli a disobbedire.
Dio ha avuto un bisogno di un complice. Era d’accordo col Diavolo?
Quale felicità avrebbero potuto godere due esseri viventi che non conoscevano nulla? Sarebbe stata veramente cosa buona per gli uomini non conoscere il bene e il male? 
Si può forse dire dei batteri che vivono nella melma di un stagno, che pure, come gli uomini, sono esseri viventi, che la loro sia una vita serena e felice? 
O non è forse più corretto dire che vivono e basta? 
Il primo atto dell’uomo, appena nato, è il pianto. Il suo primo sentimento l’infelicità. Poi cresce, riconosce il volto della madre e sorride. 
Il suo secondo sentimento è la felicità. 
Il bimbo che non piange mai e non sorride mai, perché non avendo provato il dolore non conosce la gioia, lo si può dire un bimbo felice? 
Davvero la conoscenza è un male e la non conoscenza è un bene? 
Davvero il diavolo voleva farci del male facendoci conoscere il male? 
Non è forse necessario conoscere il male per distinguere il bene?
Se non esistesse il Diavolo a che ci servirebbe Dio?
Anche lui ha bisogno del suo contrario per giustificare la sua esistenza.
Le parole dio e diavolo iniziano e finiscono allo stesso modo.
Anche noi adulti vorremmo che i nostri figli vivessero sempre nell’illusione che Babbo Natale esiste. Ma noi stessi, ad un certo punto, riveliamo loro la verità, perché se un uomo credesse sempre a Babbo Natale, non sarebbe un uomo felice ma una facile preda per il male.
Forse Dio ha fatto un errore di valutazione in buona fede, nell’intento di non farci soffrire. Poi si è accorto dell’errore e si è travestito da Diavolo per metterci una pezza.

anima fredda

Mi guardi e mi scopri per la prima volta.
I tuoi occhi mi rincorrono, mi scrutano… Vivo la metamorfosi,
 aspetto di diventare qualcosa d’altro.
 Ne ho bisogno e lo voglio con tutta me stesso.
 Mi muovo nel buio. Non ci sono luci,
 non ci sono appigli e forse ho paura ma è giusto così.
 Tocco tutto quello che mi circonda con l’incertezza e la paura di un bimbo.
 Dentro questa oscurità le mie emozioni scalpitano.
Le sento muoversi. Le sento urlare. Non le riconosco più.
 Indossano una maschera nera e lucida.
 È ipnotica e affascinante e non riesco a distogliere i miei occhi.
 So chi c’è dietro la maschera.
 Conosco quel viso e ne ho studiato ogni singola espressione e ogni movimento.
 Era qualcosa di mio, qualcosa che mi apparteneva fino a poco tempo fa e ora è distante anni luce.
Sei accanto a me, al mio fianco, ma poi mi volto e non ci sei più,
sembri svanita e alla fine ti sento.
 Sei vicina a quelle emozioni. Stai smaniando accanto a loro.
Dici il mio nome lo dici forte quasi avessi paura che io non ti possa sentire…
 non ti prego… devi bisbigliare perché io ti sento così tanto che la tua voce mi confonde,
 mi destabilizza, mi rende vulnerabile. Come hai fatto?
 Come sei riuscito a raggiungere quel punto dove la mia anima si unisce al mio cuore?
Non riesco più a pensare a quello che sto facendo.
Non voglio pensare agli errori, ai sensi di colpa, alle cose giuste e alle cose sbagliate.
 Ho gettato tutti questi pensieri in un angolo della mia testa.
 Voglio chiudere gli occhi e lasciarmi cullare.
Voglio quei silenzi imbarazzanti.
Quei mezzi sorrisi, il nodo allo stomaco e il cuore che pulsa.
 Voglio le mani gelate e quelle frasi sussurrate e i racconti di una parte di vita che conosco bene
ma che voglio riascoltare. Io e te. Solo noi due, il resto del mondo l’ho tagliato fuori.
 Qualunque cosa accada tu e tutto questo rimarrete nel mio cuore,
nel mia testa e sulla mia pelle come un marchio, un segno. PER SEMPRE.

domenica 12 ottobre 2014

riflessioni

Riflessioni sul quotidiano,
ossia flessioni, che stimolano ripetutamente il buco del...
insomma una cagata.

Che ci siano regole da rispettare per il rispetto altrui mi sembra talmente ovvio da non chiamarle neanche regole.
Sono tutti quegli usi, quei costumi, dettati dall'educazione, dalle credenze, dal bigottismo, dalla totale ignoranza, dal credo generale, dalla visione di altri, dalle proprie paure e insicurezze, che diventando regole del senso comune , del comune vivere , che mi fanno semplicemente schifo.
L'uomo pone i limiti dove comincia a tentennare, dove ha paura e mi sembra una cosa naturale, ma da questo a farne dogmi e senso comune, mi sembra oscenamente globalista.
 
Cosicchè non volendo essere generalizzante, racchiudo il campo in quella cerchia di persone, che si dichiarano amici, i conoscenti , quelli che vengono sfiorati dal passaparola, quelli che hanno in mano il sapere del saper vivere , queli che ti giudicano senza ricordarsi che faccia hai,
quelli insomma che per tua sfiga o loro incroci nella tua vita.

Quelli che dicono lui è quello che. E ti ritrovi con tanti cartellini appesi, che definiscono il tuo vivere, lo giudicano in base a regole assurde, che tralasciano i particolari, basate su un ipotetico libretto di istruzioni, che parla di quello che tu puoi o non puoi fare. 
Quelli che fanno di un uomo un figo e di una donna una troia, quelli che legano PER FORZA non solo il padre a un figlio, ma anche alla sua procreatrice, quelli che pensano che si abbia un prezzo da pagare solo alla noia e non al voler osare, quelli che guardano un gay con disgusto e si arrapano per la gay, quelli che pensano che la dipendenza sia solo da droghe, quelli che pensano che tu sia loro solo perchè gli hai detto ciao o peggio pensano che tu sia loro solo perchè loro lo vogliono, quelli che pensano che il sangue faccia la famiglia.
In pratica tutti quelli che puntano il dito , chiamandoti un ingestibile inumano, che si vantano della propria umanità, dimenticandosi che, chi più chi meno, l'uomo e' egoista, e' falso, e' paraculo, è approffittatore, piccolo, ma non innocente.

Sinceramente, preferisco rotolare nella mia merda, che calpestare il vomito di chi si dice incapace di scegliere, solo per puntare poi il dito.

Non devo ne voglio giustificarmi , cosicchè flettendo e riflettendo sul quotidiano , ghigno pensando di avere la voglia di strapparne un lembo per non dover pulirmi facendo virgole sui muri.

venerdì 19 settembre 2014

.... chiacchere inutili

O: cosa c'e' adesso? ho da fare .
P:ti lascio fare tranquillo, però prima volevo dirti due o tre cose.
O:spero qualcosa che io già non sappia.
P:no no, già lo sai , solo che non ti applichi, ti lasci prendere la  mano spesso e non comprendi completamente di essere un vero tornado.Vento va bene, ma il tornado dovrebbe rallentare ogni tanto.
Quando qualcuno si apre a te , nella stessa forma in cui tu lo fai, devi capire che non sempre si marcia alla stessa velocità , anche se si è sugli stessi passi. E non ci sono libretti di istruzioni, insegnante e alunno. Ci si impara a conoscere , si condivide ogni cosa, anche quei silenzi che ci piacciono, in cui puoi sentire il suono delle emozioni, in cui le sensazioni vibrano come le foglie nel bosco di Tintir.Ridere fa bene , del sorridere si è fatta cura nel bisogno, per risalire da dove avevamo sbattuto.
O: si come un continuo sbocciare in ogni stagione, dove il freddo non congela e il respiro scende soffiando come vento lungo le pieghe della carne nutrite dell'aria che ci da respiro.
P: vedi che se rallenti un istante riesci :)
Perchè in tutta questa confusione di note, la volontà riesce a dargli un tono a incatenarle in un suono armonioso e ogni tasto ha un suono e ogni suono un colore. E la mano lentamente è più a suo agio sui tasti, ci prova e quando si ritrae va avvolta e fatta sentire sicura,perchè quei tasti che tu pigi con sicurezza devono trasmetterla a chi ti chiede di imparare e tu devi imparare a coglierne il suo suono.

O: come sei solennemente nero, Passeggero. Mettiamo un po di colore,sostituiamo le corde del piano con gli elastici,vibriamo sulla pelle quei silenzi, scopriamo che il desiderio del volere è meglio che soddisfare il volere il non desiderio.Tramutiamo quei suoni che si usano per ferire,in una forma personale di comunicare , trasformiamo la retorica in ironia, le regole aboliamole completamente , come le assurde etichette che tralasciano migliaia di piccole sfumature, come briciole sparse senza essere raccolte e io le voglio leccare.


P: ripeto, di fatto so che non ti devo dire nulla, che tu non sappia, io sicuramente troppo nero, tu a volte usi tinte decisamente sgargianti. E so che ci stai provando, ma non dimenticarti di chi si preoccupa per te. Sforzati ancora.Spero ti sia servita questa chiacchierata .
O: parlavi con me?

mercoledì 17 settembre 2014

promessa

“Voglio te, nessun altro. Mandami via se pensi che ti faccia felice, ma me lo devi giurare guardandomi negli occhi che è quello che vuoi. Se non lo fai io resterò, ti aspetterò fino a che potrò farlo. Tu hai fatto uscire la parte migliore di me, quella troppo buona, quella che mette prima gli altri e poi se stessa. Adesso mi amo un po’ di più anche io. Il prezzo da pagare sono momenti no, lacrime che scendono senza motivo, occhi spenti, ma se la ricompensa per aver lottato tanto a lungo sei tu, allora ne sarà valsa la pena. Il tuo profumo è ovunque, lo sento anche quando non ci sei e mi ritrovo, per strada, a correre dietro a persone che lo indossano solo per sentirlo ancora. Sei in ogni cosa che faccio e quando non succede c’è comunque qualcosa nel mondo che mi ricorda di te. Io non so se sia la verità che effettivamente esista qualcosa che guida le nostre azioni. So solo che nei momenti più impensati sento la nostra canzone o qualcuno pronuncia il tuo soprannome o c’è un cartello pubblicitario col tuo cognome. Non so se la nostra vita è già scritta, ma so che se ci siamo incontrati c’è un motivo e se succedono delle cose è perché doveva essere così. Non sono fatalista, ma se scegliamo in un determinato modo è perché lo vogliamo. I nostri impulsi ci portano dove vorremmo andare, dove ci sono i nostri desideri più puri e veri. È il cervello che pone i limiti. La felicità sta dietro la barriera delle nostre paure. E la felicità adesso, per me, sei tu. Ti ho detto tutto quello che sento, che provo e anche se non servirà per farmi amare io comunque quel muro l’ho scalato e sono in cima. Potrei ricadere indietro, ma lo farei sapendo che io in alto ci sono arrivato. Tuttavia so che prima o poi arriverò dall’altra parte e mi godrò il tuo panorama. È una promessa.”

martedì 16 settembre 2014

amore

 Finisce quando non ce n’è più, quando ce n’è troppo, quando in realtà non c’è mai stato. Un amore finisce perché qualcosa si consuma: allora non bisogna usarlo, forse, l’amore. Ma finisce pure quando non si consuma per niente e, anzi tutto rimane come il primo giorno. Così perfetto che pare finto. E allora forse almeno un po’ bisognerebbe usarlo, l’amore. E se poi finisce perché mentre lo usi ti cade per terra e si rompe? Anche quello può capitare. Così come che lo lanci in aria, per giocare e quello però non ti torna più indietro: può capitare. O magari finisce perché te lo scordi da qualche parte, perché lo vuoi tenere sempre chiuso in tasca per non perderlo, ma così marcisce, va a male. Finisce perché andavi di fretta, finisce perché rimani indietro, finisce perché vuole finire, perché deve finire.

Amico mio

Mi ha fatto molto piacere la sua telefonata e la prima cosa che mi ha chiesto è stata: “Come stai?” Non so perché gli ho risposto: “Mi sento molto solo”
“Vuoi che parliamo?” Mi disse.
Gli ho risposto di si, e mi ha subito detto: “Vuoi che venga a casa tua?”
Io ho risposto di si. Depose la cornetta del telefono e in me…no di 15 minuti, lui stava già bussando alla mia porta. E così io gli ho parlato per molte ore di tutto, del mio lavoro, della mia famiglia, della mia fidanzata, dei miei dubbi e lui sempre attento mi ascoltava.
E così si è fatto giorno, mi sentivo rilassato mentalmente, mi ha fatto bene la sua compagnia, soprattutto il suo ascolto, mi sono sentito sostenuto e mi ha fatto vedere i miei sbagli. Mi sentivo molto bene e quando lui si è accorto che mi sentivo meglio, mi ha detto: “Bene, ora me ne vado, perché devo andare al lavoro” Io mi sono sorpreso e gli ho detto: “Perché non mi hai avvisato che dovevi andare al lavoro? Guarda che ora è, non hai dormito niente, ti ho tolto tutto il tempo questa notte” Lui ha sorriso e mi disse: “Non c’è problema, per questo ci sono gli amici!” Mi sono sentito molto felice e orgoglioso di avere un amico così.
L’ho accompagnato alla porta di casa e mentre lui camminava verso l’auto gli ho gridato da lontano: “Ora è tutto a posto, ma perché mi hai telefonato ieri sera così tardi?” Lui ritornò verso di me e mi disse a voce bassa che desiderava darmi una notizia, ed io gli ho chiesto: “Cos’è successo?” Mi rispose: “Sono andato dal dottore che mi ha detto di essere molto malato” Io rimasi muto …. ma lui mi sorrise e mi disse: “ Ne riparleremo, ti auguro una bella giornata”
Si è girato e se ne è andato. Mi è servito un po’ di tempo per rendermi conto della situazione e mi sono chiesto più volte: perché quando lui mi ha chiesto come stavo, io mi sono dimenticato di lui ed ho solo parlato di me? Come ha avuto la forza di sorridermi, di incoraggiarmi, di dirmi tutto quello che mi ha detto, stando in quella situazione? Questo è incredibile!
…. Da quel momento la mia vita è cambiata.
Ora sono meno drammatico con i miei problemi e godo di più per le cose belle della vita. Adesso dedico il giusto tempo alle persone a cui voglio bene …. Auguro loro che abbiano una bella giornata e ricordino che: “ Colui che non vive per servire … non serve per vivere …”
La vita è come una scala, se tu guardi in alto, sarai sempre l’ultimo della fila, ma se tu guardi in basso, vedrai che ci sono molte persone che desidererebbero essere al tuo posto

venerdì 12 settembre 2014

speranza






"spero di non conoscere altro amore 
che quello che provo quando stai per chiedermi qualcosa 
e mi guardi fissa e resti lì, 
sull’orlo delle tue domande, 
sporto sul precipizio dei tuoi forse, 
per il timore di precipitare nelle tue paure, 
che tutte mi si svestono ignare davanti. 
e io muoio, muoio di tenerezza, 
di passione, 
di desiderio di vederle nude, 
ché sotto la carezza del mio sguardo 
non hanno niente da temere."


 Amandoti, pelle contro pelle, ho pensato spesso
Di viaggiare senza un soldo fino a qualche trono di fango
Dove un maestro possa insegnarmi come condurre
La mia vita lontano dal dolore, per il solo amore
Nell'abbraccio indolore di pietra e lago.
Smarrito nella distesa dei tuoi capelli non sono mai stato smarrito
Abbastanza da smarrire la strada che dovevo percorrere;
Senza fiato accanto al tuo corpo non ho potuto rispettare
La volontà che mi proibisce patti, voti
0 promesse, e spesso mentre dormivi
Ho scrutato con sacro terrore la tua bellezza.
Adesso
So perché molti uomini si sono fermati a piangere
A metà strada tra gli amori che lasciano e cercano
E si sono chiesti se il viaggio li conduca da qualche parte
Gli orizzonti assumono la morbida linea della tua guancia,
Il cielo ventoso è una cornice per i tuoi capelli.

Troppa luce

Io non lo so chi sono
mi dispiace
ho paura
ho paura
guardarmi allo specchio
per scoprire
per scoprirmi
ho paura
mi fai paura
vorrei capovolgere
di nuovo tutto
sento di dover correre
lontano
perché
vorrei cancellare
il passato
ti amo
ti amo
ma devo andare
perché
perché
solitudine
gocce di lacrime
camuffate dietro ad un trucco perfetto
sento un vuoto
nonostante il tuo amore
non importa la gente che mi circonda
le parole
le parole
sento che la vita che ho vissuto
mi ha fatto perdere il fiato
però tu
tu
sei arrivata
ed hai stravolto la mia vita
quasi mi svegliassi da una morte apparente
e mi fai vivere
emozioni
momenti
unici
tu
senza saperlo
mi hai dato luce
non sai nemmeno quanto un tuo sorriso possa
aprire il mio cuore
ed io
ho paura
perché tutto questo
è troppo
troppo
troppo per me
che abituato alla merda
della vita
non pensava possibile
solo nel sogno
solo immaginando vite ipotetiche
astratte
come un quadro di picasso
ed ora
invece sto vivendo
qualcosa di troppo grande
ti amo

martedì 9 settembre 2014

scivolando


Sfrutto questo attimo , mentre Passeggero e' impegnato a sporcare i blog altrui e sembra apparentemente distratto.





In effetti non sembra che ci sia molto da aggiungere, anche se i particolari colorano i dettagli e l'evidenza rispecchia ad ogni suo passaggio un'immagine nuova, cresciuta,qualcosa che sembrava nascosto , ma che comunque lascia il suo odore nell'aria cullata dal vento.

Cosicchè diventa difficile definire il sapore di una lacrima,quando si presenta come un uragano e si scopre che può essere assorbita e diventa ciò che alimenta un sorriso e la ritrovi in ogni forma . 
Ne senti il suo scorrere dentro di te e riga le emozioni dolcemente e come gocce, che cadono da foglie, alimenta le radici.
Perchè negare che ogni ogni lento cadere tichettia sulle labbra, che sono allargate in un sorriso , dove l'empatia del silenzio,non fa che tracciare le striature tra quei vuoti che vengono colmati,
dove la rabbia si calma, l'ansia si placa e quelle cortecce che ritornano alla mente si possono staccare per scoprire, che sotto c'è ancora movimento.
Sono quei momenti dove tutte le difese cadono e le emozioni trottano , come pioggia che cade su una crosta facendone colare i colori e mettendo a nudo la tela.
La stessa che continua ad assorbire e al solo sfiorare del vento trema, nel bisogno di essere imbrattata,nella paura di rigettare i colori, che brama , ma di cui teme le tinte forti, la sua pesantezza, chiusa nel ricordo di ciò che è stata.
Si intride ad ogni sfiorare del pensiero, creando quei rivoli che scivolano verso valle, consapevole che la cima non è il limite , ma solo una sosta per pretendere ancora.Insicura di volerla raggiungere gocciola sulla luce serena della sensazione di benessere, che fa sembrare la tempesta una gettata di colori di cui riempirsi le mani per portarseli alle labbra.
Condividere le emozioni è il suono del pennello, che quando ogni goccia cade sul sorriso, traccia un arco colorato sulla tela.

amore

E tu, che mi scagliavi addosso parole come coltelli, centrandomi lì, nei punti più fragili: tre dita appena sotto l'ombelico e cinque sotto lo sterno.
E io, che mi piegavo sui miei perché senza radici e mi chiudevo a pugno, con quel dolore che saliva alle tempie come il rosso che si raccoglie sulle nocche e svetta sul bianco della pelle.
E tu, che ti voltavi e dicevi che non era stato niente, solo un momento, una cosa così, senza importanza.
Sfoggiando di nuovo quel tuo sorriso così innocente.
E io, che proprio non capivo cosa fosse stato, se davvero solo un momento oppure un nuovo Inferno.
Non avrei saputo dire dove poggiassero i piedi esattamente; cosa sentissi dentro, sotto i graffi e la carne; per quali strade, gorghi, grovigli infiniti io mi perdessi, ogni volta, inesorabilmente.
Desideravo solo dissolvermi per non sentire più il male che sa far l'amore quando passa al vaglio.
Ché quando il dolore si fa troppo grande, allora l'amore diventa qualcosa che fa spavento.
Come quando, bambino, vedevo la notte tutta contrarsi ai piedi del mio letto, svettare fin quasi al soffitto e restarsene lì, immobile come un tormento.
E ancora tu, che mi colpivi col candore dello scorpione.
E io, che pure ti lasciavo fare senza mai imparare: persino chiudendo le braccia, ti lasciavo sempre un nervo scoperto.
E tu, che oggi continui a soffiarmi contro, non sai delle devastazioni che ancora mi infliggi dentro.
E io, che vorrei fuggire ma l'amore m'incolla alla tua terra e ho radici così profonde, che tutto quel che mi resta da gestire è appena un fragile tronco: contro natura, persino controvento, per conquistarmi la giusta distanza da quell'orgoglio che nutre le tue convinzioni sbagliate e brucia la mia corteccia come un demonio.
E tu, che non volevi. Dici.
E io, che non credevo. Temo.
E noi, che siamo ancora qui a far la guerra sotto la maledizione di questo strano amore che non può né sa finire.
Forse non son degno della tua follia.
Forse non son degno di esserti figlio.
Ma tu, dimmi una parola.
Una sola. Che ancora non conosco.
Ti prego, dì soltanto una parola.
E io sarò salvato.

martedì 2 settembre 2014

Come adesso

Ora è il momento più bello, non buttarlo via. Ora non hai più paura anche se al buio, anche se da solo. Hai visto qualcosa che ti ha cambiato per sempre: adesso corri per raggiungerlo. Il mondo è un posto meraviglioso e tu hai deciso di non scordarlo; sono viaggi nel tempo e il domani non arriva mai. E’ come l’inverno, come la luce attraverso i vetri, attraverso i giorni che restano per sempre nella memoria, nell’aria. Le persone, non le persone che sfiorano la tua vita come tu la loro, che non rivedrai, che vedi ogni giorno, che passano come il vento, come adesso, come ora.

lunedì 1 settembre 2014

Discussione irreale

Passeggero:psssssst! Nero eddai sveglia è un po che dormi.
Oscuro:O.o
Passeggero: su su dai svegliati. Che cavolo fai li? Non ti si vede più in giro ,ti sei isolato dal mondo.
Oscuro:o.O guarda che sei stato tu a ficcarmi dove sono, bastardo!
Passeggero:ecco sei il solito pignolo, come se le colpe fossero tutte le mie, io che sono così dannatamente innocente.
Passeggero: lasciami in pace, alla fine mi hai fatto un piacere, sto bene qua.


Oscuro: eddai apri gli occhi, mica ho setto che ti faccio uscire da li eh,povero illuso e ingrato, però ti devo fare vedere una cosa.NERO: ok , ma fai presto e lasciami stare dopo.
Oscuro: come se tu potessi decidere di quello che faccio io e quello che faccio a te.Comunque pare,dico pare che non siamo solo in due.Sembra che la somma di me vivo e tu morto abbia creato un ulteriore io , me , te ,noi .




C'e chi dice Michelangelo, in effetti lo scalpello lo usa bene.
Passeggero: sicuramente sarai in grado di distruggere anche lui, già me lo immagino.
Oscuro: non è colpa mia se alzate la testa e approffittate del mio meglio da fare per prendere posizioni ,che non vi competono. Soprattutto tu sei stato incapace di gestire la situazione, con la tua assurda capacità di creare alibi a chi ha colpe .
Passeggero: si si la so già a memoria la predica e so anche hai ragione,quindi risparmiami un ulteriore schiaffo morale.
Passeggero:mmmm.Vabbeh, volevo solo renderti partecipe della presenza di un nuovo artista in famiglia.Michelangelo. E visto che ti piace rimanere li , non vedo perke spostarti o farti uscire.
Passeggero : tu mi ci hai messo! 
Oscuro: ecco che reinizia ,puntiglioso come pochi eh, sempre a rinfacciare quando uno fa del bene . Ok rimani li.Ti saluto Nero e buona vita eh
Passeggero: vaffanculo Oscuro!


Ecco quello che succede ad allungare la mano ad un fratello, poi non vieni apprezzato e che si aspettava che gli chiedessi scusa?Naaaaa
Bene non chiedetemi di cosa sto parlando percke sono cazzi miei, cmq anche se non gliel'ho detto se no si montava la testa, lui c'e' sempre, ci sono sempre un sacco di riflessi nel nero.
Non posso certo lasciare decadere la sua sensibilità , ne intingo i pennelli, come sfrutterò la risata di Michelangelo per abbellire il mio ghigno.
Da pazzo, indomabile, ingestibile trampoliere,
rigare la verità ghignando
è il mio mestiere

Come siamo

Spesso si nasconde il proprio capo sotto la sabbia,per non vedere,
per non sentire,sperando che gli altri non ci vedano,
ci lascino stare,scivolando su temi che portano lo spazio lontano da noi,
tralasciando quei momenti che fanno da telaio alla nostra vita,
dandola per scontata,per gia' saputa o semplicemente rinnegata.
Si celano i propri bisogni dentro silenziosi pianti,
con la vana speranza che vengano ascoltati,dietro maschere fasulle
che vestiamo,come pesanti ceroni dina scena che ci convinciamo,...gia' vista.
Il tempo non ha pause,marcia scandendo ogni passo,
anche quando stiamo fermi e tutto sembra immobile,
quando una goccia di sudore rimbomba contro pareti fantasma
 e vediamo un cappio sospeso nel centro di una stanza
e pensiamo che sia per noi,perche' il rimorso annega l'incosciente voglia
 di vivere o meglio il bisogno.
Dentro queste botti c'e' il lavoro costante nel tempo,
che non dimentica nulla,non lo nasconde,
lo esalta e il vino che riposa negli anni prende corpo dalla esperienza ,
niente e' tralasciato e la crescita ne determina il sapore,
il sentore,il profumo,che invade questa immensa cantina,
persistente,intenso,ti penetra dentro.
Pare indifferente a cio' che accade ,alle variazioni del clima,
all'alternare di cambiamenti e quando riempie il bicchiere
 e' denso,pieno di vita e l'aroma che lascia riempie la bocca.
E' questo che amo,la sua trasparenza,il non nascondere nulla,
la semplicita', che si appoggia sulle labbra ,
che riflette negli occhi.Nulla e' difficile,quando la comprensione
viaggia con la condivisione di ogni momento,
quello presente che cresce e quello passato,
che ha reso la nostra"struttura" cosi come siamo.

il buio

Amo il buio,
amo il nero,
quante volte mi sono calato nella mia dark room,
oscurando tutto cio' che mi stava intorno,
oscurando me stesso.
Nel mio inferno non c'e' posto per il nero opaco,
solo riflessi su di un nero lucente.

Non ho mai messo tende alle mie finestre,
sempre aperte in ogni stagione.
Sorrido ancora a vedere i volti nascosti,
che ti osservano increduli,
a volte ammirandoti,
altre guardando avanti,
cercando un qualcosa sul suolo in cui potrei inciamparmi.
A che scopo?
Tanto mi rialzo.
E' vero,
ho passato molto tempo lontano dal mondo,
seduto sui tetti a osservare cio' che accadeva in basso,
accompagnato dal suono dei grilli,
nella notte,
quando la maggioranza della vita stava dormendo
e i pensieri erano liberi di vagare indisturbati.
Ho riflesso tutto cio',
che navigava nella mia mente,
su questo schermo,
con i miei passi ,
che marcavano orme anche se stavo seduto,
incapace di fermarmi,
goloso di conoscere,
di crescere ancora,
di sfidare il tempo,
di sfidare il senso.
Unico mio rifugio,
dove mi rigeneravo,
era il mio bosco.
Dove ogni me si confrontava,
dove la ragione sfidava l'istinto.
Poi ho imparato.
Il lungo tempo,
che il mio passeggero  ha passato quasi inerme sotto la cascata,
ha fatto si che,
ora so....
...dovunque io sia...
il mio bosco e' con me.

Non abbandono le mie finestre,
non tralascio i tetti,
non mi svesto di nero,
e' la mia pelle,
e' la mia anima,
non abbandono il passo,
finalmente,
il vento non soffia solo.

domenica 24 agosto 2014

Vita

Fuggono tutti come un alito di vento. Delle persone rimangono solo ricordi e il mio carattere ha deciso di dare una ripulita alla mia testa. Ora ricordo solo le cose belle di ogni persona e tante volte non capisco come abbiamo fatto a perderci. Non riesco a portare rancore che cosa ci posso fare? Forse serve per non soffrire ulteriormente. Già sono tanto fredde queste giornate senza qualcuno con cui parlare ... già parlare, ma non di qualsiasi cosa, ma di quello che ti passa per la testa, di quello che per te è importante.
Avrei sempre sperato di poter prendere un caffè o un aperitivo con qualcuno e di poter parlare della mia vita, di quello che mi aspetto, delle sorprese che mi sorprendono...
Avevo trovato una "mente" appassionante. Ma poi ci siamo convolti troppo e rischiavamo di bruciare le persone che avevamo intorno per continuare ad avere solamente il feeling mentale che avevamo scoperto.
E allora ci siamo lasciati con un sorriso. Ogni tanto ci si sente, ci si aiuta nei problemi che la vita riserva e ci saluta come se l'indomani ci si dovesse vedere.
Questo riscalda il cuore temporaneamente. E' una gioia emena che ti accompagna per un pò di giorni e poi, come un anelito di vento lascia spazio alla solitudine che ricomincia a sussurrarti nelle orecchie ...
E allora si cerca riparo nel lavoro, nello stare sempre impegnati per non pensare e per non lasciarsi sopraffare dal desiderio di sperare in un futuro diverso, di avere delle aspettative o di comunicare i tuoi desideri o le tue sensazioni.
Tante volte ripenso a quelle persone che per una "passione" di una sera mettono a repentaglio rapporti di lungo tempo. Certo la monotonia non è bella, ma certamente da sicurezza. Per lo meno a me. Potermi fidare della persona che mi sta accanto, poter contare sull'appoggio costante di qualcuno rende la mia vita serena e ... un pò monotona.Ma a tutto bisogna un pò rinunciare.

lunedì 18 agosto 2014

Silenzio

Hanno detto di me....
tutto ció che sono adesso, 
anche se ancora pensano di conoscermi,...
ma i miei silenzi hanno un linguaggio che pochi capiscono e soprattutto accettano.


P-Mi piacerebbe avere tanta memoria per tornare al punto dove mi trovo adesso e capire che scelta adottai per seguire.




Io-Mi piacerebbe avere tanta memoria per tornare al punto dove mi trovo adesso e confermare che il mio presente non ha un passato da dimenticare , se non una continua progressione del mio peggiorare.

E questo lo adoro.
Dopo l'irriverente ascesa dell'inferno al paradiso non rimane molto da dire,le cose al finale non cambiano.Si era creata una immagine , un sito laggiú in fondo, dove nascondere i propri peccati,le proprie mancanze,come se fosse possibile estraniarle, allontanarle da noi stessi, facendo finta che in casa non c'e nessuno quando bussano alla porta.

sabato 16 agosto 2014

io e te

Allargo le braccia,
nel tempo,
nello spazio,
per accoglierti
e lasciarti sprofondare nel mio petto.
Ascolto il tuo silenzio,
come una goccia che cade nella neve,
scomparendo nel foro che la porta al suolo.
Impossibile pensare che la mia anima non tremi
al tremare della tua,
attenti a coglierne ogni riflesso,
ogni mutamento,
ogni piccolo dettaglio
Quando tu sei giù e gli altri contano
Quando tutti i tuoi segreti sono svelati
Quando le tue preoccupazioni sono in salita
Quando il progetto che hai ti porta a dubitare
Quando non ci sono informazioni
E la bussola indica nessun luogo che conosci bene
Lascia che la tua anima sia la tua guida 

Lascia che la tua anima ti guidi, ti guiderà beneTi tengo stretta a me
sentendoti respirare,
vegliando il tuo sonno,
che ti allontana da queste false luci,
da questi stupidi bagliori,
dall'odore di brodi marci strabolliti,
dall'insignificante mercè del dovuto.
E le mie dita passano come velluto tra i tuoi capelli,
raccogliendo dal tuo corpo le schegge di vetro,
che i frantumi della vita
hanno sparso,
rendendoti tagliente,
irriverente,
facendoti credere insignificante,
ributtante.
Quando i medici non sono sufficienti a guarirti
Quando nessuna medicina può farti stare bene
Quando nessun consiglio ti porta conforto
Quando non ci sono più bugie che possano dirti
Non altre informazioni inutili
E la bussola ruota tra il paradiso e l'inferno
Lascia che la tua anima ti guidi, ti guiderà bene
Con la tua anima che hai posto tra le mie mani,
coglierò le gocce della tua essenza,
per mostrarti quello a cui ancora fatichi a credere,
perchè non ti hanno mai fatto pensare di averla.
La tengo stretta dolcemente come un cristallo,
fermo nella promessa di essere l'unico a poterla frantumare.
A te che hai filtrato i colori che già mi appartenevano,
in un riflesso di arcobaleno.
A te che avevi celato quel mondo sconosciuto
che si chiama Amore.
E i tuoi occhi si voltano verso il vetro della finestra
Alla luce sul colle
La distanza sembra così strana per te ora
E la stanza buia sembra così immobile
Lascia che le tue pene siano i miei disp
iaceri
Lascia che le tue lacrime siano anche le mie 

Lascia che il tuo coraggio sia il mio modello
Che il Nord che tu senti sia la cosa giusta
Quando non ci sono più informazioni utili 

E la bussola indica nessun luogo che conosci bene
Lascia che la tua anima sia la tua guida 

Lascia che la tua anima ti guidi sulla tua strada