O: cosa c'e' adesso? ho da fare .
P:ti lascio fare tranquillo, però prima volevo dirti due o tre cose.
O:spero qualcosa che io già non sappia.
P:no
no, già lo sai , solo che non ti applichi, ti lasci prendere la mano
spesso e non comprendi completamente di essere un vero tornado.Vento va
bene, ma il tornado dovrebbe rallentare ogni tanto.
Quando qualcuno si apre a te , nella
stessa forma in cui tu lo fai, devi capire che non sempre si marcia alla
stessa velocità , anche se si è sugli stessi passi. E non ci sono
libretti di istruzioni, insegnante e alunno. Ci si impara a conoscere ,
si condivide ogni cosa, anche quei silenzi che ci piacciono, in cui puoi
sentire il suono delle emozioni, in cui le sensazioni vibrano come le
foglie nel bosco di Tintir.Ridere fa bene , del sorridere si è fatta
cura nel bisogno, per risalire da dove avevamo sbattuto.
O:
si come un continuo sbocciare in ogni stagione, dove il freddo non
congela e il respiro scende soffiando come vento lungo le pieghe della
carne nutrite dell'aria che ci da respiro.
P: vedi che se rallenti un istante riesci :)
Perchè in tutta questa confusione di
note, la volontà riesce a dargli un tono a incatenarle in un suono
armonioso e ogni tasto ha un suono e ogni suono un colore. E la mano
lentamente è più a suo agio sui tasti, ci prova e quando si ritrae va
avvolta e fatta sentire sicura,perchè quei tasti che tu pigi con
sicurezza devono trasmetterla a chi ti chiede di imparare e tu devi
imparare a coglierne il suo suono.
O:
come sei solennemente nero, Passeggero. Mettiamo un po di colore,sostituiamo
le corde del piano con gli elastici,vibriamo sulla pelle quei silenzi,
scopriamo che il desiderio del volere è meglio che soddisfare il volere
il non desiderio.Tramutiamo quei suoni che si usano per ferire,in una
forma personale di comunicare , trasformiamo la retorica in ironia, le
regole aboliamole completamente , come le assurde etichette che
tralasciano migliaia di piccole sfumature, come briciole sparse senza
essere raccolte e io le voglio leccare.
P:
ripeto, di fatto so che non ti devo dire nulla, che tu non sappia, io
sicuramente troppo nero, tu a volte usi tinte decisamente sgargianti. E
so che ci stai provando, ma non dimenticarti di chi si preoccupa per te.
Sforzati ancora.Spero ti sia servita questa chiacchierata .
O: parlavi con me?
.jpg)





0 commenti:
Posta un commento