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lunedì 10 novembre 2014

Non credere

Potremmo semplicemente limitarci a respirare.
Non cambierebbe nulla
Nessuno scenderà dal cielo
Per dirci di darci da fare
Potremmo  addirittura anche lasciarci morire
Nessuna voce squarcerà le nuvole
Per dirci di non farlo.
Queste cose accadevano un tempo
Un tempo molto lontano
In cui le cose accadevano perché si raccontavano
E si raccontavano  come a ciascuno piaceva
Potremmo studiare
Potremmo meditare
Potremmo pregare
Potremmo supplicare
Nessuna risposta otterremmo
Se non quella che noi decidiamo di darci
O altri uomini ci danno
Noi non possiamo credere in Dio
Noi possiamo solo credere agli uomini che credono in Dio
Ma perché certi uomini credono in Dio?
Perché lo hanno deciso
Perché altri non credono in Dio?
Perché lo hanno deciso.
C’è chi ne ha bisogno e chi no.
Il problema non è stabilire se Dio esista o no
Il problema è stabilire se la nostra vita ha un senso o no.
Ma perché dobbiamo porci questo problema?
Se non ce lo poniamo cosa cambia nella nostra vita?
Nulla. 
Possiamo credere o non credere a qualsiasi cosa.
Cosa cambierebbe per noi? 
Nulla.
E tra le due ipotesi, Dio esiste –Dio non esiste
Potrebbere esserci infinite alternative.
Ad esempio dio esiste ma non ci ha creato lui
Dio esiste ci ha creato lui ma questo non vuol dire
Che debba per forza volerci bene
Se guardiamo quello che succede ogni giorno
Col sufficiente disincanto
Non è poi così difficile immaginarci un dio indifferente
Se non addirittura, in alcuni casi, crudele.
Perché allora abbiamo  bisogno di credere in dio?
immaginamo di essere soli al mondo 
senza nessuno che ci dia spiegazioni
di scoprire la nostra debolezza
la nostra difficoltà di vivere
di che cosa sentiremmo subito il bisogno?
di essere aiutati e infatti cerchiamo aiuto negli altri uomini
ma non sempre lo troviamo
e allora di cosa sentiamo il bisogno?
di qualcuno che ci aiuti senza se e senza ma
e che ci sia sempre
e che riesca sempre ad aiutarci
qualsiasi sia il nostro problema
Un non uomo
che non abbia i difetti e i limiti dell'uomo
per cui ci possa sempre aiutare 
e sappia sempre come farlo
un supereroe
che non abbia il problema
di avere tutti i problemi degli uomini
che possa tutto
che sappia tutto
che ci sia sempre
ovunque
qualcuno di cui ci si possa veramente fidare
questa presenza ci diventa indispensabile
per alleviare la disperazione
del non sapere nulla
abbiamo bisogno di un amico immaginario
di cui siamo sicuri che non ci tradirà mai
cosa che invece fanno gli amici umani come noi
non ci tradirà mai perchè l'abbiamo creato noi
con la nostra testa
ma questo preferiamo dimenticarlo
preferiamo pensare che sia lui
ad avere creato noi
così sentiremmo il nostro esistere
più giustificato
perchè è la mancanza di senso
quella che ci fa impazzire
ora il punto è questo
se accetti la mancanza di senso della tua vita
sei davvero un uomo libero
libero di fare del bene e di fare del male
libero di sfruttare il senso di angoscia degli uomini
che tu non hai
per renderli schiavi
e diventare sempre più potente
anche se sai benissimo che questa tua potenza
in realtà non ha alcun senso ed è fine a sè stessa.
gli uomini malvagi sono coloro
che dall'alto della loro intuizione di inutilità delle cose
scendono tra i disperati cercatori del senso
e offrono loro una religione
che li renda felicemente sottomessi.

Invenzioni


L’uomo ha inventato la doccia
Perché non può aspettare che piova
Ha inventato le lampade
Perché non può aspettare che esca il sole
Ha inventato le pale
Perché non può aspettare che si alzi il vento
Ha inventato il Viagra
Perché non può aspettare che si alzi.
Ha inventato Dio
Perché non può aspettare.
L'uomo non è eterno.

albero

Piangevi con me
Nel piovoso autunno
Risorgevi con me
Nella bella stagione
Ma quella primavera
Lei non c’era
Tra le mie braccia
Sotto la tua ombra
E mentre io morivo di dolore
Tu ancora nuove foglie
E nuovi fiori
Mostravi a tutti
Senza alcun pudore
Lei mi ha tradito
E io sono abbattuto
Tu mi hai tradito
E io ti abbatterò
Brucia all’inferno
Albero di Giuda.

Il diavolo

Dio ci voleva ebeti
Satana ci ha reso furbi
Dio ci voleva sciocchi
Satana ci ha aperto gli occhi.
Se Dio non voleva che sapessimo perché ha voluto piantare nel giardino dell’Eden l’Albero della Conoscenza, per poi proibire ad Adamo ed Eva di mangiarne i frutti?
Se voleva che vivessero innocenti in eterno, non sarebbe bastato non piantarcelo quell’albero?
Perché dio ha voluto metterli alla prova?
Perché ha preteso un atto di obbedienza e di sottomissione incondizionata a lui?
Che bisogno c’era?
Per verificare che fosse davvero riuscito a crearli ebeti o se avessero qualche difetto di fabbricazione e contenessero qualche scoria di furbizia? 
Così come si testano i prodotti prima di metterli in commercio?
Prima dell’intervento del Serpente-Satana, l’Albero della Conoscenza era già nell’Eden,, eppure Adamo ed Eva, obbedendo a Dio, non avevano mangiato i suoi frutti.
E’ stato necessario l’intervento diabolico per convincerli a disobbedire.
Dio ha avuto un bisogno di un complice. Era d’accordo col Diavolo?
Quale felicità avrebbero potuto godere due esseri viventi che non conoscevano nulla? Sarebbe stata veramente cosa buona per gli uomini non conoscere il bene e il male? 
Si può forse dire dei batteri che vivono nella melma di un stagno, che pure, come gli uomini, sono esseri viventi, che la loro sia una vita serena e felice? 
O non è forse più corretto dire che vivono e basta? 
Il primo atto dell’uomo, appena nato, è il pianto. Il suo primo sentimento l’infelicità. Poi cresce, riconosce il volto della madre e sorride. 
Il suo secondo sentimento è la felicità. 
Il bimbo che non piange mai e non sorride mai, perché non avendo provato il dolore non conosce la gioia, lo si può dire un bimbo felice? 
Davvero la conoscenza è un male e la non conoscenza è un bene? 
Davvero il diavolo voleva farci del male facendoci conoscere il male? 
Non è forse necessario conoscere il male per distinguere il bene?
Se non esistesse il Diavolo a che ci servirebbe Dio?
Anche lui ha bisogno del suo contrario per giustificare la sua esistenza.
Le parole dio e diavolo iniziano e finiscono allo stesso modo.
Anche noi adulti vorremmo che i nostri figli vivessero sempre nell’illusione che Babbo Natale esiste. Ma noi stessi, ad un certo punto, riveliamo loro la verità, perché se un uomo credesse sempre a Babbo Natale, non sarebbe un uomo felice ma una facile preda per il male.
Forse Dio ha fatto un errore di valutazione in buona fede, nell’intento di non farci soffrire. Poi si è accorto dell’errore e si è travestito da Diavolo per metterci una pezza.

anima fredda

Mi guardi e mi scopri per la prima volta.
I tuoi occhi mi rincorrono, mi scrutano… Vivo la metamorfosi,
 aspetto di diventare qualcosa d’altro.
 Ne ho bisogno e lo voglio con tutta me stesso.
 Mi muovo nel buio. Non ci sono luci,
 non ci sono appigli e forse ho paura ma è giusto così.
 Tocco tutto quello che mi circonda con l’incertezza e la paura di un bimbo.
 Dentro questa oscurità le mie emozioni scalpitano.
Le sento muoversi. Le sento urlare. Non le riconosco più.
 Indossano una maschera nera e lucida.
 È ipnotica e affascinante e non riesco a distogliere i miei occhi.
 So chi c’è dietro la maschera.
 Conosco quel viso e ne ho studiato ogni singola espressione e ogni movimento.
 Era qualcosa di mio, qualcosa che mi apparteneva fino a poco tempo fa e ora è distante anni luce.
Sei accanto a me, al mio fianco, ma poi mi volto e non ci sei più,
sembri svanita e alla fine ti sento.
 Sei vicina a quelle emozioni. Stai smaniando accanto a loro.
Dici il mio nome lo dici forte quasi avessi paura che io non ti possa sentire…
 non ti prego… devi bisbigliare perché io ti sento così tanto che la tua voce mi confonde,
 mi destabilizza, mi rende vulnerabile. Come hai fatto?
 Come sei riuscito a raggiungere quel punto dove la mia anima si unisce al mio cuore?
Non riesco più a pensare a quello che sto facendo.
Non voglio pensare agli errori, ai sensi di colpa, alle cose giuste e alle cose sbagliate.
 Ho gettato tutti questi pensieri in un angolo della mia testa.
 Voglio chiudere gli occhi e lasciarmi cullare.
Voglio quei silenzi imbarazzanti.
Quei mezzi sorrisi, il nodo allo stomaco e il cuore che pulsa.
 Voglio le mani gelate e quelle frasi sussurrate e i racconti di una parte di vita che conosco bene
ma che voglio riascoltare. Io e te. Solo noi due, il resto del mondo l’ho tagliato fuori.
 Qualunque cosa accada tu e tutto questo rimarrete nel mio cuore,
nel mia testa e sulla mia pelle come un marchio, un segno. PER SEMPRE.

domenica 12 ottobre 2014

riflessioni

Riflessioni sul quotidiano,
ossia flessioni, che stimolano ripetutamente il buco del...
insomma una cagata.

Che ci siano regole da rispettare per il rispetto altrui mi sembra talmente ovvio da non chiamarle neanche regole.
Sono tutti quegli usi, quei costumi, dettati dall'educazione, dalle credenze, dal bigottismo, dalla totale ignoranza, dal credo generale, dalla visione di altri, dalle proprie paure e insicurezze, che diventando regole del senso comune , del comune vivere , che mi fanno semplicemente schifo.
L'uomo pone i limiti dove comincia a tentennare, dove ha paura e mi sembra una cosa naturale, ma da questo a farne dogmi e senso comune, mi sembra oscenamente globalista.
 
Cosicchè non volendo essere generalizzante, racchiudo il campo in quella cerchia di persone, che si dichiarano amici, i conoscenti , quelli che vengono sfiorati dal passaparola, quelli che hanno in mano il sapere del saper vivere , queli che ti giudicano senza ricordarsi che faccia hai,
quelli insomma che per tua sfiga o loro incroci nella tua vita.

Quelli che dicono lui è quello che. E ti ritrovi con tanti cartellini appesi, che definiscono il tuo vivere, lo giudicano in base a regole assurde, che tralasciano i particolari, basate su un ipotetico libretto di istruzioni, che parla di quello che tu puoi o non puoi fare. 
Quelli che fanno di un uomo un figo e di una donna una troia, quelli che legano PER FORZA non solo il padre a un figlio, ma anche alla sua procreatrice, quelli che pensano che si abbia un prezzo da pagare solo alla noia e non al voler osare, quelli che guardano un gay con disgusto e si arrapano per la gay, quelli che pensano che la dipendenza sia solo da droghe, quelli che pensano che tu sia loro solo perchè gli hai detto ciao o peggio pensano che tu sia loro solo perchè loro lo vogliono, quelli che pensano che il sangue faccia la famiglia.
In pratica tutti quelli che puntano il dito , chiamandoti un ingestibile inumano, che si vantano della propria umanità, dimenticandosi che, chi più chi meno, l'uomo e' egoista, e' falso, e' paraculo, è approffittatore, piccolo, ma non innocente.

Sinceramente, preferisco rotolare nella mia merda, che calpestare il vomito di chi si dice incapace di scegliere, solo per puntare poi il dito.

Non devo ne voglio giustificarmi , cosicchè flettendo e riflettendo sul quotidiano , ghigno pensando di avere la voglia di strapparne un lembo per non dover pulirmi facendo virgole sui muri.

venerdì 19 settembre 2014

.... chiacchere inutili

O: cosa c'e' adesso? ho da fare .
P:ti lascio fare tranquillo, però prima volevo dirti due o tre cose.
O:spero qualcosa che io già non sappia.
P:no no, già lo sai , solo che non ti applichi, ti lasci prendere la  mano spesso e non comprendi completamente di essere un vero tornado.Vento va bene, ma il tornado dovrebbe rallentare ogni tanto.
Quando qualcuno si apre a te , nella stessa forma in cui tu lo fai, devi capire che non sempre si marcia alla stessa velocità , anche se si è sugli stessi passi. E non ci sono libretti di istruzioni, insegnante e alunno. Ci si impara a conoscere , si condivide ogni cosa, anche quei silenzi che ci piacciono, in cui puoi sentire il suono delle emozioni, in cui le sensazioni vibrano come le foglie nel bosco di Tintir.Ridere fa bene , del sorridere si è fatta cura nel bisogno, per risalire da dove avevamo sbattuto.
O: si come un continuo sbocciare in ogni stagione, dove il freddo non congela e il respiro scende soffiando come vento lungo le pieghe della carne nutrite dell'aria che ci da respiro.
P: vedi che se rallenti un istante riesci :)
Perchè in tutta questa confusione di note, la volontà riesce a dargli un tono a incatenarle in un suono armonioso e ogni tasto ha un suono e ogni suono un colore. E la mano lentamente è più a suo agio sui tasti, ci prova e quando si ritrae va avvolta e fatta sentire sicura,perchè quei tasti che tu pigi con sicurezza devono trasmetterla a chi ti chiede di imparare e tu devi imparare a coglierne il suo suono.

O: come sei solennemente nero, Passeggero. Mettiamo un po di colore,sostituiamo le corde del piano con gli elastici,vibriamo sulla pelle quei silenzi, scopriamo che il desiderio del volere è meglio che soddisfare il volere il non desiderio.Tramutiamo quei suoni che si usano per ferire,in una forma personale di comunicare , trasformiamo la retorica in ironia, le regole aboliamole completamente , come le assurde etichette che tralasciano migliaia di piccole sfumature, come briciole sparse senza essere raccolte e io le voglio leccare.


P: ripeto, di fatto so che non ti devo dire nulla, che tu non sappia, io sicuramente troppo nero, tu a volte usi tinte decisamente sgargianti. E so che ci stai provando, ma non dimenticarti di chi si preoccupa per te. Sforzati ancora.Spero ti sia servita questa chiacchierata .
O: parlavi con me?