
Cresce forte il desiderio di appartenenza,
di quel possesso di Noi stessi che liberamente accettiamo,
sulla forza delle mie dita,sul taglio delle tue unhie,
che scavano dentro ai nostri corpi scuotendoci.
Il tuo corpo steso sul tuo odore che invade i miei sensi,
li rapisce
e si alternano sguardi che affondano nell'anima tuffandosi negli occhi,
mentre i denti si scoprono
quasi ringhiando
nel voler azzannare ciò che è tuo,
ciò che è mio.
E mi segui sulle starde sanguinanti dei tuoi artigli
cominciando a tremare,
ma non è paura,
non è freddo
e le mie mani strappano dolcemente
il tuosapore girandolo tra le dita.
sulla libertà di essere noi stessi,
senza doverci nascondere,
senza dover celare,
incatenandoci di maglie di fumo
del nostro è stato,
del nostro è
spingendo oltre quel limite che sarà.
E ogni movenza penetra nella nostra essenza,
in una carezza,
in un graffio,
in una parola che si fa strada come una lama nel cuore,
in un gesto di sfida che cresce la passione,
come lo scuotere di vita di corpi
che credevamo già morti
e che specchiano la loro anima
nello spontaneo riflesso
di ritrovarsi simili,
spesso uguali
quando tutto è così libero
e spontaneamente leggero
e basta tenersi per mano
per rimanere in piedi
camminando la stessa strada.
La Nostra.



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