Spesso
per paura di soffrire indietreggiamo,ci fermiamo volgendo lo sguardo
verso scialbi orizzonti , anche se il male ci attrae coi suoi lampi di
luce in una notte senza luna. Ho sempre deciso di vivere riempiendo il
tragitto tra me e l'unica certezza della nostra esistenza,la morte,di
emozioni senza limiti.
Non voglio soffrire, Non voglio mentire a me stesso...
Non voglio vivere, in questa vita senza un senso,
cosa ha un senso? Ci innamoriamo.. e le persone ci deludono
Non ci innamoriamo e rimaniamo soli,
Mi farò cullare dalla solitudine in silenzio
senza lasciare spazio a un piccolo spiraglio di luce..
Non mi piace la luce non mi è mai piaciuta..
Odio stare male, L'abitudine di stare da solo a pervaso il mio cuore
e non voglio permettere che qualcuno mi faccia male di nuovo
per poi risprofondare nell'infelicità .
Solo il tempo mi aiuterà a capire...
Sicuramente non è il motivo per il quale non mi sono mai girato per guardare indietro, seguendo il mio cammino, a volte corsa, altre piu lento.
Pero la unica volta che l'ho fatto ho visto la strage e ho cominciato a cadere.
Si è fermato il vento e niente poteva sostenermi, ne io cercavo nulla a cui aggrapparmi, torturandomi il cervello.
Non c'erano piu lame per tagliare, cacciavo il mio "di meglio da fare", implodendo in me stesso, senza lasciare uno spiraglio a nessuno per guardare dentro.
Il nero si era trasformato in buio e il silenzio in afonia.
Pero la unica volta che l'ho fatto ho visto la strage e ho cominciato a cadere.
Si è fermato il vento e niente poteva sostenermi, ne io cercavo nulla a cui aggrapparmi, torturandomi il cervello.
Non c'erano piu lame per tagliare, cacciavo il mio "di meglio da fare", implodendo in me stesso, senza lasciare uno spiraglio a nessuno per guardare dentro.
Il nero si era trasformato in buio e il silenzio in afonia.
Scrollo le spalle lasciando che mi scivoli tutto addosso di nuovo,
l'abitudine al dolore diventa
forza, la mia addizione alla passione si è fatta forte, ha trovato un
porto da dove non salperà più.
Perchè sono abituato a lottare per
ciò che voglio e se mi vesto di nuovo della mia sicurezza, della mia
presunzione, della mia libertà, dell'eterno legame a chi ha saputo
vedere nel buio e allungarmi una mano, nel rispetto non calpesto i corpi
inermi della mia strage, li scanso lasciando a loro la scelta di
rialzarsi.
Ho buttato le mie ferite
sanguinanti, facendole girare sulle dita della mano, soffiandole contro
vento, perchè per un'ultima volta potessero carezzarmi.



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