Il più grande errore è stato quello di cercare di ingabbiarmi,
di togliermi il respiro,
di voler prevalicare il mio volere.
Cammino lento sul filo,
solo ma me stesso.
E adesso si ripete,
cercano di braccarmi,
di ingabbiarmi ancora,
vorrebbero che non mi rialzassi.
Come vetro mi infrango,
scomponendomi in mille schegge,
che nonostante tutto fanno un unico.
Ora non urlo,
ho imparato ad urlare in silenzio,
a nascondermi nel mio buio,
a lasciare solo qualche traccia di me come esca,
lascio che siano i miei spettri a ballare alla luce del sole.
Io attendo solo il momento
che si accorgano di avere infranto il vetro sbagliato.
Shhhhhhhh..........le lame non tagliano il buio.
giovedì 15 maggio 2014
In silenzio
Pubblicato da Unknown alle 08:43
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