
Una sottile lastra di vetro si è infranta,
come un suono di "scacciaspiriti ",
che vibrano al vento.
Danzando sui frantumi le emozioni a piedi scalzi,
con il fumo che non nasconde l'essenza,
dietro maschere che noi non vestiamo.

E il tempo si muove leggero nella sua frenesia,
piccoli passi ,
dove il tocco leggero di pelli,
trasporta con se le emozioni d'inchiostro.
Un fuoco ardente che non brucia i momenti,
che sa attendere,
pretendere ,
che reclama quei segni,
sui corpi che il tempo logora,
già marchiati nell'anima,
come radici profonde.

E il vero diventa reale,
stringendosi forte nel senso del possesso,
rampicanti che si aggrappano ai corpi,
nutrendosi dell'essenza,
della fiducia,
del volere.
E ogni piccolo gesto annaffia la mente
facendola crescere
e con lei il nostro mondo,
due emisferi distinti
in una sfera senza inizio e senza fine.

Il desiderio scorre tra mani rapaci,
lungo i contorni di labbra
e si condivide il piacere,
facendo proprio quello dell'altro.

In questo non inizio,
in questa non fine,
non c'è fragilità che non può essere nutrita,
non c'è ostacolo all'essere noi stessi,
così come siamo,
completa.
Non esiste uno spazio senza il rispetto di confine
e tra le nostre braccia vive il nostro mondo,
che vaga oltre gli orizzonti senza fretta.
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