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venerdì 25 ottobre 2013

pretenderci


Il sibilo della pelle sulla pelle spezza il silenzio,
l'odore di cuoio mischiato con quello di corda bagnata,
che solca la tua pelle.
Riga la mia.

In questo gioco,
dove tu pretendi di essere Mia,
io pretendo di essere Tuo
e ci pretendiamo a vicenda
in una sfida di sguardi,
di mosse repentine,
di giochi di forza,
di mosse d'astuzia,
mentre i tuoi occhi attirano i miei
e le mie mani catturano la tua carne.
E ci ritroviamo legati una nell'altro,
con cuoio che salda la presa,
con corde che la ledono,
con legami invisibili che sono i più saldi,
quelli che legano l'anima,
la Mia alla Tua,
in una morsa che....
non lascia spazio al tempo,
ne tempo allo spazio,
mentre le labbra si toccano,
mentre si dischiudono i sensi,
che prediamo rapaci,
mimando il desiderio che pretendiamo,
scrollando il tremore nell'attesa,
giocando col crudele non darci,
afferrando il desiderio,
facendogli scorrere solo l'ombra di una lingua affamata.

E il raschiare del fumo acre di una Lucky,
che fa tendere la pelle sulla stretta dei legacci,
ai bordi del letto,
completamente strafottenti,
irriverenti,
graffiando di brama di Noi la carne.

E tirare entrambe le corde per...
tenderci,
pretenderci
e distenderci nella pace assoluta.

Sono l’una, non siamo in fascia protetta vero?



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